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Qualità e Processi

Ho Ricevuto una Non Conformità Maggiore: Cosa Faccio Adesso?

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Ho Ricevuto una Non Conformità Maggiore: Cosa Faccio Adesso?
Ci sei passato: l'auditor ha smesso di scrivere sul suo blocco note, ti ha guardato con quella faccia neutra che conosci bene, e poi ha pronunciato le due parole che nessun responsabile qualità vuole sentire. «Non conformità maggiore.» Il cuore in gola, la mente che galoppa, il telefono del...

Ci sei passato: l'auditor ha smesso di scrivere sul suo blocco note, ti ha guardato con quella faccia neutra che conosci bene, e poi ha pronunciato le due parole che nessun responsabile qualità vuole sentire. «Non conformità maggiore.» Il cuore in gola, la mente che galoppa, il telefono del direttore che già immagini suonare. Prima di fare qualsiasi cosa, respira. Questa guida è qui esattamente per questo momento — per portarti fuori dal panico e dentro l'azione concreta.

Non conformità maggiore: cosa significa esattamente (e cosa rischi)

Partiamo dalle definizioni, perché confondere una non conformità minore con una maggiore può costarti caro. Secondo la terminologia ISO (ISO 9000:2015, punto 3.6.9), una non conformità è il mancato soddisfacimento di un requisito. La distinzione tra minore e maggiore non è codificata dalla norma stessa: è l'ente di accreditamento e il singolo schema di certificazione a definire i criteri.

In linea generale, viene classificata come non conformità maggiore una situazione in cui:

  • un intero requisito della norma è assente o completamente non implementato;
  • una situazione analoga si ripete sistematicamente, indicando un fallimento sistemico;
  • esiste un rischio immediato per il cliente o per la conformità del prodotto/servizio;
  • le evidenze dimostrano che il sistema non è in grado di raggiungere i suoi obiettivi dichiarati.

Cosa rischi? Se la NC maggiore emerge durante un audit di sorveglianza o di rinnovo, l'ente può sospendere o — nei casi più gravi — ritirare il certificato. In settori come l'aerospazio (schema IAQG/OASIS) o l'automotive (schema IATF), la NC è visibile ai tuoi clienti attraverso i database di certificazione: la trasparenza, in questo caso, lavora contro di te se non gestisci bene la situazione.

I 3 errori da NON fare appena la ricevi

Il momento immediatamente successivo alla comunicazione della NC maggiore è il più delicato. Le reazioni istintive sono quasi sempre controproducenti. Ecco i tre errori da evitare assolutamente.

Errore #1: Contestare l'auditor sul campo. Capisco la tentazione — magari sei convinto che l'auditor abbia frainteso il processo. Potresti anche avere ragione. Ma litigare sul campo ti fa perdere tempo e credibilità. Puoi chiedere chiarimenti, far verbalizzare le tue osservazioni, segnalare la questione all'ente dopo l'audit. Ma non durante.

Errore #2: Produrre documentazione a posteriori. Creare registrazioni con date retroattive, modificare procedure facendole sembrare più vecchie, aggiungere firme dopo il fatto — tutto questo è falsificazione. Gli auditor esperti lo riconoscono, e le conseguenze sono molto più gravi della NC originale.

Errore #3: Trattarla come un problema burocratico da chiudere in fretta. L'azione correttiva «fotocopia» — analisi superficiale e procedura aggiornata allegata — non funziona. Gli enti hanno visto migliaia di azioni correttive e riconoscono immediatamente quelle che non affrontano la causa reale. Ti rispediscono tutto indietro, perdendo settimane.

Root cause analysis: trovare la causa vera, non quella comoda

Il cuore di qualsiasi azione correttiva efficace è la root cause analysis (RCA). È qui che la maggior parte delle organizzazioni fallisce: non per mancanza di buona volontà, ma perché trovare la causa vera è più scomodo di trovare quella comoda.

La causa comoda è sempre esterna: «il responsabile era assente», «c'è stato un problema informatico», «il fornitore ha cambiato le specifiche». La causa vera è quasi sempre interna e sistemica: formazione insufficiente, processi mal definiti, mancanza di controlli, pressione dei tempi che bypassa le verifiche.

Gli strumenti disponibili:

  • 5 Perché (5 Whys): il metodo più semplice e spesso il più efficace per problemi lineari. Parti dal sintomo e chiedi «perché?» cinque volte. Ogni risposta diventa la premessa della domanda successiva.
  • Diagramma di Ishikawa: utile quando le cause potenziali provengono da categorie diverse (persone, macchine, metodi, materiali, ambiente, misurazioni).
  • Fault Tree Analysis: più formale, adatto a NC in settori ad alto rischio come aerospazio o medicale.

Un consiglio pratico: coinvolgi nel processo di RCA le persone che lavorano direttamente nel processo interessato. Chi fa la cosa tutti i giorni conosce le derive, i workaround informali, le pressioni operative che il manuale non documenta. Quella conoscenza è oro — sfruttala. Evita di fare la RCA da solo nella tua stanza, guardando i documenti: esci dai documenti e parla con le persone.

Documenta tutto il percorso di analisi, non solo la conclusione. L'auditor che valuterà la tua azione correttiva vuole vedere il ragionamento, i passaggi, le alternative scartate. Un'analisi ben documentata, anche se non perfetta, convince molto più di una conclusione lapidaria senza supporto.

Piano di azione correttiva: come scriverlo perché venga accettato

Una volta identificata la causa radice, devi tradurla in un piano concreto, misurabile e credibile. Il piano viene presentato all'ente entro un termine prestabilito (tipicamente 30 giorni dalla chiusura dell'audit) e valutato prima dell'audit di follow-up.

Un piano efficace ha questa struttura:

  1. Descrizione della non conformità così come riportata nel rapporto: usa il testo esatto dell'auditor, non riscriverlo.
  2. Contenimento immediato: cosa hai fatto subito per limitare l'impatto? Dimostra che hai reagito con responsabilità.
  3. Analisi della causa radice: il risultato documentato del tuo processo di RCA, con metodo usato ed evidenze raccolte.
  4. Azioni correttive: specifiche, assegnate a un responsabile nominativo, con data di completamento. Non «miglioreremo la comunicazione», ma «introdurremo una riunione settimanale con verbale firmato».
  5. Verifica di efficacia: come misurerai che le azioni hanno funzionato? Quali indicatori? In quale arco temporale? Questo è il punto che più spesso manca nei piani superficiali.
  6. Prevenzione della ricorrenza: hai verificato se la stessa causa radice potrebbe generare NC analoghe altrove? Hai esteso le azioni correttive anche a quei processi?

Non confondere l'azione correttiva con la correzione. La correzione è ciò che fai sul prodotto o documento non conforme. L'azione correttiva è ciò che fai sul processo per evitare che accada di nuovo. L'auditor si aspetta entrambe.

I tempi: quanto hai prima dell'audit di follow-up

I tempi variano per ente e schema, ma le consuetudini nel mercato italiano sono abbastanza consolidate.

Per una NC maggiore emersa in un audit di sorveglianza o rinnovo:

  • Entro 30 giorni: presentazione del piano di azione correttiva. Puoi richiedere un'estensione fino a 60 giorni per NC complesse, ma devi farlo esplicitamente e motivarlo.
  • Entro 60-90 giorni: implementazione delle azioni e raccolta delle evidenze di efficacia.
  • Audit di follow-up: l'ente valuta le evidenze. Se le azioni sono complete ed efficaci, la NC viene chiusa. Per NC sistemiche è quasi sempre richiesta una visita in loco.

Per una NC maggiore emersa in un audit di certificazione iniziale, l'ente fissa un termine per le evidenze correttive prima di pianificare un audit di follow-up parziale o completo. Non otterrai la certificazione finché la NC non è formalmente chiusa.

Mantieni una comunicazione proattiva con il tuo referente dell'ente. Se non riuscirai a rispettare un termine, comunicalo in anticipo. La trasparenza viene apprezzata molto più di un piano consegnato in ritardo senza preavviso.

Caso peggiore: sospensione o ritiro del certificato

Parliamoci chiaro, perché è un'eventualità che devi conoscere anche se speri di non doverla mai affrontare.

La sospensione del certificato avviene quando l'ente ritiene che il sistema non sia più conforme ma che la situazione sia recuperabile. Durante la sospensione non puoi dichiarare di essere certificato — e se lo fai, vai incontro a conseguenze legali oltre che commerciali. L'ente comunica la sospensione anche ad Accredia, e in alcuni settori la notizia è accessibile ai clienti.

Il ritiro del certificato avviene quando le NC non vengono risolte entro i termini, quando emergono irregolarità gravi, o quando l'organizzazione stessa rinuncia. Per riottenere la certificazione dopo un ritiro è necessario ricominciare dall'inizio. La buona notizia: nella stragrande maggioranza dei casi le NC maggiori vengono chiuse con successo. Gli enti non hanno interesse a sospendere certificati — vogliono che le organizzazioni migliorino davvero. Quello che non tollerano è l'indifferenza o le azioni correttive di facciata.

Come trasformare una NC maggiore in un'opportunità di miglioramento reale

So che quando sei nel mezzo della situazione questa frase può sembrare un cliché. Ma lasciami spiegare cosa intendo concretamente.

Una NC maggiore indica un fallimento sistemico — qualcosa che non funzionava già prima dell'audit, e che l'audit ha semplicemente portato alla luce. Se identifichi la causa radice vera e agisci su di essa, stai correggendo qualcosa che costava all'azienda anche prima: scarti, rilavorazioni, reclami, inefficienze, rischi non governati.

Ho visto organizzazioni uscire da una NC maggiore con processi radicalmente migliorati e con la direzione finalmente consapevole di un problema che tutti sapevano esistesse. Il cambiamento non è piacevole, ma è spesso quello che il sistema aspettava.

Il passaggio mentale da fare — e da aiutare a fare alla direzione — è da «come usciamo da questa situazione il prima possibile» a «come usciamo migliori di prima». Non sono la stessa cosa. Il primo approccio produce azioni correttive di carta. Il secondo produce miglioramento reale. Documenta il percorso e usalo come caso di studio nel prossimo riesame della direzione: quella presentazione vale più di dieci corsi di formazione sulla qualità.

Ricevere una non conformità maggiore non è la fine della certificazione. È, molto spesso, l'inizio di un sistema di gestione che finalmente funziona davvero.

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