Premi ESC per chiudere
Ambiente ed Energia

ISO 59010: Guida alla Transizione verso l'Economia Circolare in Azienda

Redazione 5 letture
ISO 59010: Guida alla Transizione verso l'Economia Circolare in Azienda
Se stai cercando un modo concreto per portare la tua azienda verso l'economia circolare senza perderti tra buone intenzioni e slogan vuoti, la ISO 59010 è lo strumento che ti serve. Pubblicata nel 2024 come parte della famiglia ISO 59000, questa norma fornisce linee guida operative per pianificare...

Se stai cercando un modo concreto per portare la tua azienda verso l'economia circolare senza perderti tra buone intenzioni e slogan vuoti, la ISO 59010 è lo strumento che ti serve. Pubblicata nel 2024 come parte della famiglia ISO 59000, questa norma fornisce linee guida operative per pianificare e gestire la transizione da un modello di business lineare a uno circolare. Non è una certificazione, ma una guida strutturata che ti accompagna passo dopo passo. Qui ti spiego come funziona, cosa prevede e come applicarla nella tua realtà aziendale. Per una visione d'insieme sulle certificazioni per la sostenibilità ambientale, ti rimando alla nostra guida pillar sulle certificazioni ambientali ed energetiche.

ISO 59010: la bussola per la transizione circolare

La ISO 59010:2024 «Circular economy — Guidance on the transition of business models and value networks» è stata sviluppata dal comitato tecnico ISO/TC 323 con un obiettivo preciso: fornire alle organizzazioni un framework per gestire la transizione circolare in modo sistematico. La norma parte da un presupposto realistico: ogni azienda si trova in un punto diverso del percorso verso la circolarità, e la transizione non avviene dall'oggi al domani.

Mi è capitato di presentare la ISO 59010 a un imprenditore tessile di Prato che mi ha detto: «Noi il riciclo lo facciamo da trent'anni, siamo già circolari». Aveva ragione in parte — il distretto pratese è un caso eccellente di riutilizzo delle fibre — ma la circolarità secondo la ISO 59010 va ben oltre il riciclo. Comprende la progettazione per la durabilità, i modelli di business basati sul servizio anziché sul possesso, la simbiosi industriale, la rigenerazione dei prodotti. La norma ti aiuta a capire dove sei davvero e dove puoi arrivare, senza autoinganni.

Le fasi della transizione: da lineare a circolare

La ISO 59010 descrive la transizione circolare come un percorso articolato in fasi progressive. Si parte dal modello lineare classico — estrai, produci, usa, smaltisci — per muoversi verso livelli crescenti di circolarità. La norma identifica diversi stadi: dall'ottimizzazione dell'uso delle risorse nel modello esistente, passando per l'estensione della vita utile dei prodotti, fino ad arrivare a modelli rigenerativi in cui i materiali e i componenti vengono reintrodotti nei cicli produttivi in modo sistematico.

Quello che trovo particolarmente utile è che la ISO 59010 non impone un salto diretto al modello circolare perfetto. Riconosce che per un'azienda manifatturiera tradizionale il primo passo potrebbe essere semplicemente ridurre gli scarti di produzione e trovare sbocchi per i sottoprodotti. Un'azienda del settore elettronico di Varese con cui ho lavorato è partita da lì: ha mappato tutti gli scarti di lavorazione delle schede elettroniche e ha scoperto che il 15% del materiale finiva in discarica quando avrebbe potuto essere recuperato. Quel primo passo ha generato un risparmio di 120.000 euro l'anno e ha aperto la porta a interventi più strutturali.

Analisi dello stato attuale: mappare i flussi di materiali e risorse

Prima di progettare qualsiasi transizione, devi sapere da dove parti. La ISO 59010 dedica ampio spazio all'analisi dello stato attuale dell'organizzazione, e in particolare alla mappatura dei flussi di materiali, energia e risorse. Questo passaggio è il fondamento di tutto: senza dati affidabili su cosa entra e cosa esce dalla tua azienda, qualsiasi strategia circolare resta un esercizio astratto.

La mappatura dei flussi richiede di analizzare l'intero ciclo di vita dei tuoi prodotti e servizi: materie prime in ingresso, processi di trasformazione, prodotti finiti, sottoprodotti, scarti, emissioni, consumi energetici e idrici. In un'azienda alimentare di Parma abbiamo condotto questa analisi su tre linee produttive e il risultato è stato sorprendente: il 22% dell'acqua utilizzata nei processi di lavaggio poteva essere ricircolata con un investimento minimo in sistemi di filtrazione. L'azienda spendeva 85.000 euro l'anno in acqua industriale e ne recuperava zero. Mappare i flussi non è un esercizio burocratico — è il modo più rapido per trovare soldi che stai letteralmente buttando via.

Identificare le opportunità di circolarità nel proprio settore

Una volta mappato lo stato attuale, la ISO 59010 guida l'organizzazione nell'identificazione delle opportunità di circolarità specifiche per il proprio contesto. Ogni settore ha le sue peculiarità: le strategie circolari per un'azienda meccanica sono radicalmente diverse da quelle per un produttore alimentare. La norma propone di analizzare le opportunità lungo diverse direttrici: riduzione dell'uso di risorse vergini, estensione della vita utile dei prodotti, recupero e riciclo dei materiali, riprogettazione per la disassemblabilità, modelli di business basati sull'accesso anziché sulla proprietà.

Un esempio che uso spesso nelle consulenze: un'azienda produttrice di arredi per ufficio della Brianza ha trasformato il proprio modello da vendita pura a «furniture as a service». Invece di vendere scrivanie e sedie, le noleggia alle aziende clienti con contratti che includono manutenzione, sostituzione componenti e ritiro a fine ciclo. I mobili rientrano in fabbrica, vengono rigenerati e rimessi nel circuito. Il fatturato ricorrente è aumentato del 30% in due anni e il volume di rifiuti si è ridotto del 45%. La ISO 59010 ti aiuta a individuare quali strategie sono realistiche nel tuo specifico contesto.

Progettare la roadmap di transizione circolare

Identificate le opportunità, serve una roadmap concreta. La ISO 59010 insiste sulla necessità di definire obiettivi misurabili, tempi realistici e responsabilità chiare. Una roadmap di transizione circolare non è un documento di cinquanta pagine che finisce in un cassetto, ma un piano operativo con milestone verificabili.

La norma suggerisce di strutturare la roadmap su orizzonti temporali diversi: azioni a breve termine (6-12 mesi) che generano risultati rapidi e visibili, interventi a medio termine (1-3 anni) che richiedono investimenti e cambiamenti nei processi, e trasformazioni a lungo termine (3-5 anni e oltre) che ridefiniscono il modello di business. Un produttore di imballaggi plastici di Treviso ha costruito la propria roadmap partendo da un obiettivo ambizioso: 50% di materiale riciclato negli imballaggi entro tre anni. A breve termine ha qualificato tre nuovi fornitori di plastica riciclata. A medio termine ha modificato due linee di estrusione per lavorare il materiale riciclato. Il risultato a 30 mesi: 47% di materiale riciclato, con un risparmio netto sulle materie prime del 12%.

Coinvolgimento degli stakeholder nella transizione

La transizione circolare non si fa da soli. La ISO 59010 dedica attenzione specifica al coinvolgimento degli stakeholder — fornitori, clienti, dipendenti, investitori — perché la circolarità richiede collaborazione lungo tutta la catena del valore. Un prodotto progettato per essere riciclabile non serve a nulla se il sistema di raccolta e riciclo a valle non funziona.

Ho lavorato con un consorzio di cinque PMI del settore meccanico in Emilia-Romagna che hanno applicato proprio questo principio. Nessuna delle cinque, da sola, avrebbe potuto giustificare economicamente un impianto di recupero dei trucioli metallici e dei fluidi di lavorazione esausti. Insieme, hanno raggiunto una massa critica sufficiente per investire in un impianto condiviso che oggi tratta 800 tonnellate l'anno di scarti metallici, con un tasso di recupero del 92%. Il coinvolgimento degli stakeholder nella transizione circolare non è un capitolo da spuntare in un documento — è la condizione pratica senza la quale molte strategie circolari restano irrealizzabili.

Strumenti e metodologie per la transizione

La ISO 59010 non prescrive strumenti specifici, ma orienta verso metodologie consolidate: l'analisi del ciclo di vita (LCA) secondo la ISO 14040/14044 per quantificare gli impatti ambientali, l'analisi dei flussi di materiali (MFA) per tracciare i percorsi delle risorse, il design for disassembly per progettare prodotti facilmente smontabili e riciclabili, la simbiosi industriale per trasformare gli scarti di un'azienda in materie prime per un'altra.

Un altro strumento utile è il business model canvas circolare, variante del tradizionale canvas che integra i flussi di ritorno dei materiali e i loop di valore. L'ho utilizzato con un produttore di elettrodomestici del Veneto per riprogettare il modello delle lavatrici industriali: dall'analisi è emerso che il 70% del valore dei componenti poteva essere recuperato con programmi di ricondizionamento. L'azienda ha lanciato una linea «refurbished» certificata, con garanzia pari al nuovo e prezzo inferiore del 35%. In 18 mesi quella linea ha raggiunto il 12% del fatturato totale.

Monitoraggio dei progressi e collegamento con ISO 59020

Misurare i progressi della transizione circolare è essenziale, e qui entra in gioco la ISO 59020:2024 «Circular economy — Measuring and assessing circularity», la norma sorella della ISO 59010. Mentre la 59010 ti dice come pianificare e gestire la transizione, la 59020 ti fornisce il framework per misurare quanto sei effettivamente circolare. Le due norme sono progettate per lavorare insieme.

La ISO 59020 propone indicatori di circolarità su diversi livelli: prodotto, organizzazione, catena del valore. Tra gli indicatori chiave: il tasso di materiale riciclato in ingresso, il tasso di recupero a fine vita, la durata media dei prodotti rispetto al benchmark di settore. Il monitoraggio non è un esercizio annuale da fare per il report di sostenibilità, ma uno strumento gestionale continuo che ti permette di capire se la roadmap funziona o se devi correggere la rotta. Un'azienda cartaria del Lucchese che seguo ha implementato un cruscotto mensile con sei indicatori di circolarità: in 18 mesi il tasso di fibra riciclata è passato dal 62% al 78%, e il consumo idrico per tonnellata di prodotto è sceso del 18%.

FAQ

La ISO 59010 è una norma certificabile?

No. La ISO 59010:2024 è una linea guida, non una norma di requisiti. Non puoi ottenere una certificazione ISO 59010 da un ente accreditato. Puoi però utilizzarla come framework per strutturare il percorso di transizione circolare e dimostrare agli stakeholder un approccio sistematico riconosciuto a livello internazionale.

Qual è la differenza tra ISO 59010 e ISO 59020?

La ISO 59010 fornisce linee guida per pianificare e gestire la transizione verso modelli circolari. La ISO 59020 si concentra sulla misurazione e valutazione della circolarità. In pratica, la 59010 ti dice come muoverti, la 59020 ti dice quanto hai fatto. Sono complementari e pensate per essere usate insieme.

Da dove conviene partire per applicare la ISO 59010?

Parti dalla mappatura dei flussi di materiali e risorse. Senza sapere cosa entra e cosa esce dalla tua organizzazione, qualsiasi piano di transizione circolare resta generico. Dedica tempo a raccogliere dati reali: consumi di materie prime, scarti, sottoprodotti, rifiuti, consumi energetici e idrici. Quei dati sono la base di tutto il lavoro successivo.

La ISO 59010 si integra con la ISO 14001?

Sì, e molto bene. Se hai già un sistema di gestione ambientale certificato ISO 14001, hai una base solida su cui innestare la transizione circolare: analisi del contesto, aspetti ambientali, obiettivi misurabili, miglioramento continuo. La ISO 59010 aggiunge la dimensione specifica della circolarità, ampliando lo sguardo alla riprogettazione del modello di business.

Condividi: