La parola "net zero" è ovunque: nei comunicati delle multinazionali, nei target ESG, nelle direttive europee. Ma tra dichiarare un obiettivo e costruire un percorso credibile per raggiungerlo c'è una distanza che molte organizzazioni faticano a colmare. È qui che entra la ISO/PAS 50010: non uno strumento di marketing verde, ma una guida tecnica per strutturare la transizione energetica verso operazioni a zero emissioni nette.
Cos'è ISO/PAS 50010 e il contesto net zero
La ISO/PAS 50010 (Publicly Available Specification) è stata pubblicata dall'ISO nel 2023 con il titolo Energy management systems — Achieving net zero energy — Requirements with guidance for use. Si colloca nell'ecosistema della famiglia ISO 50000, dedicata alla gestione dell'energia.
Il termine net zero energy ha un significato preciso: un'organizzazione raggiunge operazioni net zero energy quando il bilancio netto tra energia consumata ed energia rinnovabile prodotta o procurata è pari a zero, nell'arco di un periodo di riferimento tipicamente annuale. Si può acquistare energia rinnovabile certificata, stipulare contratti PPA o usare Garanzie di Origine — ma il saldo netto deve essere zero rispetto alle fonti fossili.
Due caratteristiche distinguono la ISO/PAS 50010 da altri framework net zero. Prima: è costruita sopra la ISO 50001, non è uno strumento standalone. Seconda: prescrive una gerarchia di azioni prioritizzate, evitando le scorciatoie che inquinano molti claim net zero. Nel contesto europeo, la norma si inserisce tra direttiva EED, Fit for 55, REPowerEU e Green Deal: un panorama che spinge verso la decarbonizzazione energetica in modo sempre più prescrittivo.
Requisiti: baseline emissiva, target di riduzione, compensazione residua
Qualsiasi percorso net zero credibile parte da una misurazione precisa. La ISO/PAS 50010 richiede di stabilire una baseline energetica completa: tutti i consumi per fonte (elettricità, gas, gasolio), distribuzione tra i principali usi energetici e conversione in CO2 equivalente.
Sulla baseline si costruisce il target di riduzione: ambizioso, documentato, temporalmente definito. La riduzione deve seguire la gerarchia delle azioni prevista dalla norma: prima l'efficienza, poi la sostituzione con rinnovabili, infine la compensazione dell'energia residua non eliminabile.
La compensazione residua è ammessa ma come ultima risorsa. Non si può compensare ciò che potrebbe essere eliminato con investimenti in efficienza o rinnovabili. Questo è il punto dove la ISO/PAS 50010 si distingue dai claim net zero più creativi: la compensazione non è una scorciatoia, ma un tappo temporaneo su ciò che non è ancora risolvibile.
Sul metodo di contabilizzazione Scope 2, la norma privilegia il metodo market-based rispetto al location-based. Questo richiede una gestione attenta delle prove documentali dell'origine rinnovabile dell'energia — GO, contratti PPA — per dimostrare il raggiungimento del net zero in modo verificabile.
Relazione con ISO 50001 e ISO 14064
La relazione con la ISO 50001 è quella di un'estensione naturale. La ISO 50001 definisce i requisiti per un sistema di gestione dell'energia: energy review, baseline, indicatori EnPI, obiettivi e ciclo PDCA. La ISO/PAS 50010 prende questo sistema come punto di partenza e lo orienta verso il net zero.
In pratica, se hai già la certificazione ISO 50001, hai già il 70-80% delle fondamenta necessarie. I processi di misurazione, la baseline e gli EnPI sono già i mattoni su cui costruire il percorso net zero. La ISO/PAS 50010 aggiunge la dimensione della decarbonizzazione — rinnovabili, strategia di acquisto, logica di compensazione — che la ISO 50001 da sola non prescrive.
La relazione con la ISO 14064 (quantificazione e verifica delle emissioni GHG) è di complementarità. La ISO 14064-1 riguarda l'inventario GHG (Scope 1, 2, 3); la ISO/PAS 50010 si concentra sulla componente energetica delle emissioni. Per molte organizzazioni, le emissioni legate all'energia rappresentano la quota dominante dell'inventario GHG. Integrare i due standard garantisce coerenza dei dati e una visione integrata rispetto agli obiettivi climatici.
Science Based Targets (SBTi) e standard di mercato
La Science Based Targets initiative (SBTi) fornisce alle aziende un framework per definire obiettivi di riduzione allineati all'Accordo di Parigi (target 1,5°C). Il Corporate Net-Zero Standard SBTi definisce net zero credibile: riduzione di almeno il 90% delle emissioni entro il 2050, con neutralizzazione della quota residua attraverso rimozione permanente di CO2 — non semplice compensazione.
ISO/PAS 50010 e SBT sono complementari. I SBT definiscono quanto e entro quando ridurre; la ISO/PAS 50010 definisce come gestire operativamente il percorso energetico. La combinazione più solida: obiettivi SBT per il quadro di ambizione, ISO 50001 per il sistema di gestione energetica, ISO/PAS 50010 per la strategia net zero.
Altri standard rilevanti: RE100 (impegno 100% rinnovabili) e i protocolli GHG del WBCSD. La ISO/PAS 50010 è compatibile con questi framework. Nota pratica: il percorso SBTi richiede copertura degli Scope 1, 2 e parzialmente Scope 3. La ISO/PAS 50010, nella versione attuale, si concentra su Scope 1 e 2. Le emissioni Scope 3 richiedono strumenti aggiuntivi.
Implementazione pratica: dalla strategia all'azione
Il contributo più originale della norma è la gerarchia delle azioni verso il net zero: un ordine di priorità vincolante, non solo una lista di opzioni.
1. Efficienza energetica prima di tutto. L'energia più economica e meno impattante è quella che non si consuma. Una kWh risparmiata vale doppio: elimina il costo di approvvigionamento ed elimina la necessità di coprirla con rinnovabili. Chi ha già ISO 50001 sfrutta appieno il sistema esistente.
2. Sostituzione con rinnovabili. In ordine di solidità: produzione in sito (fotovoltaico, mini-eolico), contratti PPA con produttori di rinnovabili, acquisto certificato con Garanzie di Origine. Per i combustibili termici: elettrificazione con pompe di calore, biocarburanti certificati, idrogeno verde dove applicabile.
3. Compensazione dell'energia residua. Solo come ultima risorsa, per i processi dove eliminare i consumi fossili è tecnicamente impossibile o economicamente insostenibile nel breve termine. Non per coprire ciò che si potrebbe ridurre con investimenti adeguati.
Operativamente: audit energetico approfondito, piano pluriennale con interventi prioritizzati secondo la gerarchia, KPI chiari, budget e responsabilità definiti. Il sistema di monitoraggio deve garantire dati raccolti con frequenza e granularità sufficienti per verificare il progresso verso il target.
FAQ
ISO/PAS 50010 è certificabile?
È strutturata come norma di requisiti e potenzialmente verificabile da enti terzi. Al momento non esiste uno schema di certificazione accreditato standardizzato come quello della ISO 50001. Alcuni enti stanno sviluppando schemi proprietari. Verifica con il tuo ente certificatore lo stato attuale.
Qual è la differenza tra net zero energy e carbon neutrality?
La carbon neutrality riguarda il bilancio netto delle emissioni GHG e può essere dichiarata compensando emissioni con crediti senza cambiare la struttura energetica. Il net zero energy richiede un cambiamento reale nelle fonti. Correlati ma non coincidenti.
Le PMI possono lavorare con la ISO/PAS 50010?
Sì. Per le PMI senza ISO 50001, il percorso logico è prima implementare i fondamentali della gestione energetica — misurazione, baseline, usi energetici principali — e poi estendere verso il net zero. Serve metodo e dati, non risorse da grande impresa.
I certificati GO sono sufficienti per dichiarare net zero?
I GO sono legittimi ma con limitazioni note: si acquistano separatamente dall'energia fisica e il costo contenuto li rende poco efficaci come incentivo a nuova capacità rinnovabile. La norma li ammette ma li colloca in fondo alla gerarchia. Per una comunicazione credibile, i GO dovrebbero accompagnare — non sostituire — una strategia di investimento in rinnovabili o PPA.