Premi ESC per chiudere
Compliance e Risk Management

SA8000 e ISO 26000: Responsabilità Sociale d'Impresa - Certificazioni e Linee Guida

Redazione 5 letture
SA8000 e ISO 26000: Responsabilità Sociale d'Impresa - Certificazioni e Linee Guida
Negli ultimi anni, la responsabilità sociale d'impresa è passata dall'essere comunicazione volontaria a fattore competitivo e reputazionale di primo piano. I grandi gruppi chiedono ai propri fornitori garanzie sulle condizioni di lavoro lungo tutta la supply chain; gli investitori istituzionali...

Negli ultimi anni, la responsabilità sociale d'impresa è passata dall'essere comunicazione volontaria a fattore competitivo e reputazionale di primo piano. I grandi gruppi chiedono ai propri fornitori garanzie sulle condizioni di lavoro lungo tutta la supply chain; gli investitori istituzionali valutano i rating ESG prima di allocare capitali; la normativa europea — con la CSRD e la direttiva sulla due diligence nella catena di fornitura — sta trasformando requisiti volontari in obblighi legali. In questo contesto, SA8000 e ISO 26000 sono i due riferimenti principali per la dimensione sociale della CSR. Sono molto diversi tra loro — per struttura, applicabilità e finalità — e capire la differenza è il primo passo per scegliere il percorso giusto.

SA8000: l'unica certificazione di responsabilità sociale

SA8000 (Social Accountability 8000) è uno standard internazionale sviluppato da Social Accountability International (SAI), versione attuale SA8000:2014. A differenza di ISO 26000, SA8000 è certificabile: un'organizzazione può sottoporsi a un audit di terza parte condotto da un ente accreditato SAI e ottenere un certificato riconosciuto a livello internazionale.

SA8000 è costruita attorno ai principali strumenti internazionali per i diritti umani e del lavoro: le Convenzioni ILO, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e la Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia. Questo ancoraggio a strumenti di diritto internazionale le conferisce autorevolezza e riconoscibilità globale, particolarmente importante per le imprese che operano in paesi con tutele giuslavoristiche inferiori agli standard europei. In Italia è particolarmente diffusa nel tessile-abbigliamento, nel calzaturiero, nel settore alimentare e in tutti i comparti con catene di fornitura internazionali dove il rischio di violazioni dei diritti del lavoro è significativo.

I 9 requisiti SA8000: dal lavoro minorile alla libertà di associazione

SA8000 definisce requisiti in nove aree tematiche, ciascuna ancorata alle convenzioni ILO e agli strumenti internazionali pertinenti:

  • Lavoro minorile: divieto assoluto di impiegare bambini al di sotto dell'età di completamento dell'obbligo scolastico, e comunque mai sotto i 15 anni. Se il lavoro minorile viene scoperto nei fornitori, l'organizzazione deve garantire l'accesso all'istruzione mantenendo il reddito familiare.
  • Lavoro forzato: divieto di qualsiasi forma di lavoro forzato, traffico di esseri umani, trattenimento di documenti, deposito cauzionale. Include forme moderne come il debt bondage, rilevante nelle filiere di migrazione lavorativa asiatica.
  • Salute e sicurezza: ambiente di lavoro sicuro e salubre, con valutazione dei rischi, misure preventive, formazione, DPI e procedure di emergenza.
  • Libertà di associazione: il diritto di formare e aderire ai sindacati deve essere rispettato. Nelle giurisdizioni dove la legge lo limita, l'organizzazione deve permettere ai lavoratori di eleggere rappresentanti alternativi.
  • Discriminazione: divieto di discriminazione per genere, razza, casta, origine, religione, disabilità, orientamento sessuale, affiliazione sindacale o politica, età, stato di gravidanza. Include protezioni contro molestie e comportamenti intimidatori.
  • Pratiche disciplinari: divieto di punizioni corporali, coercizione mentale o fisica, abusi verbali. Le misure disciplinari devono essere documentate, proporzionate e applicate equamente.
  • Orario di lavoro: massimo 48 ore settimanali ordinarie più 12 di straordinario, con almeno un giorno libero ogni 7 giorni. Gli straordinari devono essere volontari e remunerati maggiorati.
  • Retribuzione: almeno i minimi legali o di settore, sufficienti a coprire i bisogni primari e a consentire un risparmio discrezionale. Nessuna detrazione non autorizzata.
  • Sistema di gestione: policy, procedure, monitoraggio dei fornitori, meccanismo di reclamo per i lavoratori e riesame periodico. Questo componente avvicina SA8000 alla struttura dei sistemi di gestione ISO.

ISO 26000: la guida alla responsabilità sociale (non certificabile)

ISO 26000 è una norma pubblicata dall'ISO nel 2010, sviluppata con il coinvolgimento di governi, industria, lavoratori, consumatori, ONG e accademia di oltre 90 paesi. Non è certificabile per scelta deliberata: qualsiasi organismo che proponga di «certificare» la conformità a ISO 26000 usa un'etichetta ingannevole.

ISO 26000 si articola su tre concetti fondamentali: due diligence (identificare e gestire gli impatti della propria attività), sphere of influence (riconoscere la propria capacità di influenzare le organizzazioni con cui si ha relazione) e stakeholder engagement (coinvolgere attivamente i portatori di interesse). Il cuore della norma sono i 7 temi fondamentali: governance dell'organizzazione; diritti umani (anche nella supply chain); pratiche di lavoro; ambiente; pratiche operative leali (anticorruzione, concorrenza); temi relativi ai consumatori (marketing leale, sicurezza, privacy); coinvolgimento e sviluppo della comunità.

SA8000 vs ISO 26000 vs rating ESG: posizionamento e differenze

Caratteristica SA8000 ISO 26000
Natura Standard certificabile con requisiti Guida non certificabile
Verificabilità Audit di terza parte accreditata SAI Self-assessment, nessuna certificazione ufficiale
Ambito Condizioni di lavoro e diritti dei lavoratori Responsabilità sociale a 360°
Utilizzo tipico Requisito supply chain, gare d'appalto, buyer internazionali Framework strategico, rendicontazione CSR, benchmark interno
Integrazione ESG Forte sul pilastro S (Social) Forte su S e parzialmente su G (Governance)

In termini pratici: scegli SA8000 se hai bisogno di una certificazione verificabile per clienti o gare; se la tua supply chain internazionale è soggetta a scrutinio (tessile, calzaturiero, elettronico, alimentare). Scegli ISO 26000 se vuoi costruire un programma CSR strategico e omnicomprensivo; se stai strutturando la rendicontazione CSRD; se sei una PA o un'organizzazione non profit.

Sul fronte ESG, la certificazione SA8000 viene valorizzata direttamente da EcoVadis — la piattaforma di rating CSR più diffusa nelle supply chain globali — come evidenza delle pratiche di lavoro. Molti grandi acquirenti (Carrefour, Nestlé, Renault, Siemens) richiedono ai fornitori un punteggio EcoVadis minimo come condizione di qualifica. La certificazione può avere valore anche nei rapporti con le banche: il credito ESG-linked con tassi condizionati a obiettivi di sostenibilità sta crescendo rapidamente.

Implementazione pratica e SPT (Social Performance Team)

Uno degli elementi più caratteristici di SA8000 è il requisito del Social Performance Team (SPT): un gruppo di lavoro che deve includere rappresentanti sia del management che dei lavoratori, con il mandato di monitorare e migliorare le performance sociali. Si riunisce regolarmente, rivede i risultati degli audit interni, gestisce i reclami dei lavoratori e propone azioni di miglioramento.

Il percorso inizia con un gap assessment per identificare le non conformità rispetto ai 9 requisiti. In Italia, le aziende che rispettano il CCNL e il D.Lgs. 81/2008 hanno già soddisfatto gran parte dei requisiti in materia di orario di lavoro, retribuzione e salute e sicurezza. Le aree che richiedono più lavoro sono solitamente il sistema di gestione (policy, procedure, SPT, meccanismo di reclamo) e il monitoraggio della supply chain.

Sa8000 richiede che l'organizzazione certificata estenda la verifica delle condizioni di lavoro ai propri fornitori critici. Non significa certificare tutti i fornitori, ma dimostrare un processo strutturato di selezione, valutazione e monitoraggio basato sui rischi sociali. I costi variano in base alle dimensioni e alla complessità della supply chain: per una PMI italiana, considera un range orientativo di 5.000-15.000 euro per implementazione e certificazione iniziale, più 3.000-8.000 euro per gli audit di sorveglianza semestrali. Il ciclo è triennale con sorveglianza semestrale — più frequente che nella maggior parte delle norme ISO, a riflettere la natura dinamica dei rischi sociali.

FAQ

SA8000 è obbligatoria in Italia? No, è volontaria. Può però diventare de facto obbligatoria come requisito contrattuale di grandi clienti o criterio di qualifica in alcune gare. Con l'avanzare della normativa sulla due diligence, il perimetro dei requisiti sociali obbligatori è destinato ad ampliarsi.

Chi può certificarsi SA8000? Qualsiasi organizzazione con lavoratori dipendenti diretti, di qualsiasi settore, dimensione e paese. La certificazione viene rilasciata da enti accreditati da SAAS (Social Accountability Accreditation Services), l'organismo affiliato a SAI.

Quanto dura una certificazione SA8000? Il ciclo è triennale con audit di sorveglianza semestrale — più frequente della maggior parte delle norme ISO — a riflettere la natura dinamica dei rischi sociali.

Posso usare ISO 26000 nel bilancio di sostenibilità? Sì, ISO 26000 è esplicitamente riconosciuta come framework di riferimento dal GRI (Global Reporting Initiative), lo standard di rendicontazione di sostenibilità più diffuso. Molte organizzazioni usano la struttura tematica di ISO 26000 per organizzare le informazioni del proprio bilancio di sostenibilità.

Qual è la differenza tra SA8000 e i codici di condotta aziendali? I codici di condotta sono definiti unilateralmente dall'impresa e verificati secondo criteri propri. SA8000 è uno standard internazionale indipendente, verificato da terze parti accreditate, con criteri uniformi e trasparenti. Il livello di credibilità e riconoscibilità esterna è significativamente più alto.

Condividi: