Premi ESC per chiudere
Compliance e Risk Management

Certificazioni ISO e Gare d'Appalto: Quali Sono Richieste e Come Ottenerle

Redazione 3 letture
Certificazioni ISO e Gare d'Appalto: Quali Sono Richieste e Come Ottenerle
Se hai mai sfogliato un bando di gara pubblica alla ricerca dei requisiti di partecipazione, sai quanto quella sezione possa essere densa di sigle e riferimenti normativi. Le certificazioni ISO compaiono sempre più spesso: a volte come requisito minimo senza il quale non puoi presentare offerta,...

Se hai mai sfogliato un bando di gara pubblica alla ricerca dei requisiti di partecipazione, sai quanto quella sezione possa essere densa di sigle e riferimenti normativi. Le certificazioni ISO compaiono sempre più spesso: a volte come requisito minimo senza il quale non puoi presentare offerta, altre volte come criterio premiale che aumenta il tuo punteggio tecnico. Capire la differenza — e procurarti le certificazioni giuste per tempo — può determinare l'esito di una gara. In questa guida ti accompagno attraverso il quadro normativo del D.Lgs. 36/2023 e ti mostro, standard per standard, cosa ti aspetta concretamente quando partecipi agli appalti pubblici in Italia.

Il nuovo Codice Appalti (D.Lgs. 36/2023) e le certificazioni

Il Codice dei Contratti Pubblici entrato in vigore il 1° luglio 2023 ha riscritto le regole del gioco per gli operatori economici che lavorano con la Pubblica Amministrazione. L'articolo 100 del D.Lgs. 36/2023 disciplina i requisiti di capacità tecnica e professionale che le stazioni appaltanti possono richiedere, includendo esplicitamente le certificazioni di sistemi di gestione rilasciate da organismi accreditati. La norma richiama il Regolamento (CE) n. 765/2008 sull'accreditamento: solo le certificazioni rilasciate da organismi accreditati da Accredia o da altri enti EA (European Cooperation for Accreditation) sono riconosciute valide nelle gare italiane.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i criteri ambientali minimi (CAM), confermati nel nuovo Codice all'articolo 57. I CAM sono requisiti ambientali obbligatori che le stazioni appaltanti devono inserire nei capitolati per determinate categorie merceologiche (edilizia, pulizie, ristorazione e molte altre). In questi contesti, le certificazioni ISO 14001 e EMAS non sono optional: la loro assenza esclude automaticamente l'operatore economico. Il nuovo Codice introduce anche una semplificazione per le PMI: l'articolo 68 prevede che, quando una certificazione non sia accessibile per ragioni oggettive, la stazione appaltante debba accettare mezzi di prova alternativi, aprendo uno spazio di dialogo che prima non esisteva.

Certificazioni come requisito di partecipazione vs criterio premiale

La distinzione fondamentale è tra requisiti di partecipazione e criteri premiali: due meccanismi con effetti molto diversi sulla tua offerta.

I requisiti di partecipazione sono condizioni minime: se non le soddisfi, la tua offerta viene esclusa prima ancora di essere valutata nel merito. Rientrano qui i requisiti di ordine generale (assenza di cause di esclusione ex art. 94-98 D.Lgs. 36/2023), i requisiti di idoneità professionale (iscrizione al Registro delle Imprese, albi professionali) e i requisiti di capacità tecnica ed economica. Le certificazioni ISO possono essere inserite in questa categoria, soprattutto quando il contratto ha implicazioni rilevanti in materia di qualità, ambiente o sicurezza.

I criteri premiali invece operano nella fase di valutazione e contribuiscono al punteggio tecnico. Il D.Lgs. 36/2023, all'articolo 108, introduce il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV). Le certificazioni ISO 14001, ISO 45001 e ISO 50001 sono spesso inserite tra i sottocriterio tecnici: in alcuni bandi, possedere la ISO 14001 vale 3-5 punti su 70 disponibili per la parte tecnica, una differenza che in gare competitive può risultare decisiva.

Il mio consiglio pratico: analizza i bandi delle stazioni appaltanti con cui vuoi lavorare nei prossimi 12-18 mesi prima di decidere quale certificazione ottenere. Non è raro scoprire che l'80% dei bandi del tuo settore richiede o premia la stessa combinazione di standard. A quel punto il percorso di certificazione diventa un investimento con ritorno misurabile, non una spesa da rimandare.

ISO 9001: la più richiesta nelle gare

La ISO 9001 è lo standard di riferimento per i sistemi di gestione della qualità ed è, senza dubbio, la certificazione più richiesta nelle gare d'appalto italiane. In molti settori — forniture di beni, servizi ICT, servizi professionali, manutenzione impianti — la sua assenza è già un segnale negativo per la stazione appaltante, anche quando non è formalmente obbligatoria.

Nelle gare sopra soglia europea (attualmente 143.000 euro per le forniture e i servizi negli enti sub-centrali, 221.000 euro per gli enti centrali), la ISO 9001 è quasi sistematicamente richiesta come requisito di partecipazione o come elemento di valutazione tecnica. I bandi CONSIP e le convenzioni-quadro del Ministero dell'Economia la includono in modo pressoché costante nei loro capitolati tecnici.

Cosa verifica effettivamente la stazione appaltante? Richiede il certificato ISO 9001 in corso di validità, rilasciato da organismo accreditato Accredia o EA, con scope coerente con l'oggetto del contratto. Questo è un punto critico che molte aziende sottovalutano: se il tuo certificato copre la produzione manifatturiera e stai partecipando a una gara per servizi professionali, lo scope potrebbe non essere ritenuto pertinente. Controlla sempre che copra le attività oggetto della gara. Il certificato ISO 9001 ha validità triennale con audit di sorveglianza annuali: pianifica il rinnovo con anticipo rispetto alla durata prevista del contratto.

ISO 14001 e EMAS: quando sono richieste (CAM)

La ISO 14001 e il Regolamento EMAS (Regolamento UE 1221/2009 e successive modifiche) hanno acquisito un ruolo crescente negli appalti pubblici grazie all'obbligatorietà dei CAM. I Criteri Ambientali Minimi sono definiti dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) attraverso decreti ministeriali settoriali: ad oggi esistono CAM per oltre venti categorie merceologiche, tra cui edilizia e ristrutturazioni, servizi di pulizia e igiene ambientale, ristorazione collettiva, gestione del verde pubblico, fornitura di carta, acquisto di veicoli, servizi di illuminazione pubblica, arredi per ufficio e informatica.

All'interno dei CAM, le certificazioni ambientali operano a due livelli. Al primo livello si richiedono dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD, Ecolabel UE, marchi ecologici tipo ISO 14024 o ISO 14025) per i beni forniti. Al secondo livello, per i servizi, può essere richiesta la certificazione ISO 14001 o la registrazione EMAS dell'azienda fornitrice come garanzia di un sistema di gestione ambientale strutturato.

EMAS è considerato più rigoroso di ISO 14001 perché prevede la pubblicazione della dichiarazione ambientale verificata e la registrazione presso le autorità competenti (in Italia, il Comitato Ecolabel-Ecoaudit). Nei bandi che ammettono entrambi, la registrazione EMAS viene spesso premiata con un punteggio superiore. Se lavori in edilizia, gestione rifiuti o servizi ambientali, la ISO 14001 è ormai un prerequisito di fatto per competere nel mercato degli appalti pubblici. Avvia il percorso con almeno 12 mesi di anticipo: l'implementazione seria di un sistema di gestione ambientale richiede tempo per essere credibile agli occhi dell'auditor.

ISO 45001 e sicurezza sul lavoro nelle gare

La ISO 45001, che ha definitivamente sostituito OHSAS 18001 nel 2021, si affianca al D.Lgs. 81/2008 — il Testo Unico sulla Sicurezza — come strumento di gestione sistemica dei rischi lavorativi. Nelle gare d'appalto è particolarmente rilevante in tre contesti.

Il primo riguarda i contratti con rischi lavorativi significativi: appalti di costruzione, manutenzione industriale, gestione impianti, logistica, pulizie. Le stazioni appaltanti più strutturate — grandi utility, società partecipate — inseriscono spesso la ISO 45001 tra i requisiti tecnici di partecipazione. Il secondo contesto è quello dei subappalti: le grandi imprese che lavorano con la PA la richiedono ai subfornitori per ridurre la propria esposizione alla responsabilità solidale. Il terzo contesto riguarda le gare con criteri di valutazione ESG: un trend crescente nelle gare di grande importo, in cui la gestione della sicurezza è valutata come indicatore di solidità organizzativa dell'impresa.

Un chiarimento utile: avere la ISO 45001 non equivale ad avere un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001, ma un sistema di gestione sicurezza certificato è uno degli elementi che i giudici considerano favorevolmente nel valutare l'efficacia esimente del modello organizzativo. È un punto di valore che puoi portare in gara non solo come requisito tecnico, ma come elemento narrativo della tua offerta qualitativa.

Attestazione SOA e certificazioni ISO

Per i lavori pubblici sopra i 150.000 euro, il sistema italiano prevede l'attestazione SOA (Società Organismo di Attestazione), disciplinata dal D.Lgs. 36/2023 e dalle linee guida ANAC. L'attestazione certifica la capacità tecnica ed economica dell'impresa di eseguire lavori in determinate categorie e classifiche. Il rapporto tra attestazione SOA e certificazioni ISO è diretto e codificato.

Per le categorie OG (Opere Generali) e OS (Opere Speciali) dalla classifica III in poi (importi tra 516.457 euro e 1.033.000 euro), la certificazione ISO 9001 è obbligatoria per ottenere l'attestazione SOA. Per le classifiche superiori (III-bis e oltre) è sempre richiesta senza eccezioni.

Inoltre, il possesso di ISO 14001 e ISO 45001 permette di incrementare la cifra d'affari qualificabile fino al 20% per ciascuna certificazione. Un'impresa con ISO 9001, 14001 e 45001 può qualificarsi per importi superiori rispetto a una con la sola ISO 9001, a parità di fatturato effettivo: in molti casi questo determina l'accesso a classifiche più elevate e gare di maggior valore. La SOA verifica anche la continuità: se il certificato ISO decade durante il periodo di validità dell'attestazione, sei tenuto a comunicarlo alla SOA, che può sospendere o revocare l'attestazione stessa.

Rating di legalità e ISO 37001 anticorruzione

Il rating di legalità, introdotto dal D.L. 1/2012 e gestito dall'AGCM, attribuisce un punteggio da una a tre stellette alle imprese con fatturato superiore ai 2 milioni di euro. Le PA sono incoraggiate a valorizzarlo nelle gare, e alcune stazioni appaltanti lo inseriscono come criterio premiale.

Il collegamento con le certificazioni ISO si manifesta su due fronti. Il primo riguarda la ISO 37001, lo standard per i sistemi di gestione anticorruzione (adottato in Italia dalla UNI). Le sue logiche — due diligence sui business partner, politica anticorruzione documentata, formazione del personale, whistleblowing — sono perfettamente allineate con i requisiti AGCM. Avere una certificazione ISO 37001 dimostra in modo oggettivo e verificabile l'adozione di un sistema anticorruzione, rafforzando la credibilità dell'impresa nelle gare in cui il rating di legalità è valorizzato.

Il secondo fronte riguarda il collegamento con il D.Lgs. 231/2001: l'AGCM attribuisce punteggio aggiuntivo alle imprese con Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo 231. La ISO 37001 contribuisce a strutturare un sistema di controllo interno utilizzabile come base documentale per il MOG 231. Vale la pena considerare anche la ISO 37301 (compliance management), adottata dalle grandi imprese come framework di integrazione normativa: non ancora diffusa come criterio esplicito nelle gare italiane, ma la tendenza regolatoria europea spinge decisamente in questa direzione.

FAQ

La certificazione ISO è sufficiente per partecipare a qualsiasi gara pubblica?
No. È uno dei requisiti possibili, ma devi comunque soddisfare i requisiti di ordine generale (assenza di cause di esclusione ex art. 94-98 D.Lgs. 36/2023), i requisiti di idoneità professionale e, per i lavori, l'attestazione SOA. La certificazione ISO integra questi requisiti, non li sostituisce.

Posso usare la certificazione di un'altra azienda del gruppo?
Il D.Lgs. 36/2023 prevede l'istituto dell'avvalimento (art. 104), che permette di avvalersi dei requisiti di un'altra impresa, incluse le certificazioni. L'avvalimento deve essere formalizzato con un contratto specifico e l'impresa ausiliaria assume obblighi solidali nei confronti della stazione appaltante.

Quanto tempo ci vuole per ottenere una certificazione ISO prima di una gara?
Come riferimento orientativo: ISO 9001 richiede 6-12 mesi per un'implementazione seria, ISO 14001 e ISO 45001 richiedono 8-14 mesi. Non si improvvisano: un certificato ottenuto frettolosamente non regge a un audit di secondo livello e può mettere in difficoltà l'azienda nelle fasi di esecuzione del contratto.

Un certificato ISO ottenuto all'estero è valido nelle gare italiane?
Sì, a condizione che sia rilasciato da un organismo accreditato da un ente membro della rete EA (European Cooperation for Accreditation) o da enti equivalenti riconosciuti in accordi IAF (International Accreditation Forum). Un certificato rilasciato da un organismo non accreditato non ha valore nelle gare pubbliche italiane.

Le certificazioni ISO non sono scartoffie burocratiche: costruite con serietà e mantenute nel tempo, diventano un vantaggio competitivo concreto nel mercato degli appalti pubblici. Il momento migliore per iniziare il percorso di certificazione è sempre prima che tu ne abbia bisogno urgente.

Condividi: