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Qualità e Processi

ISO 22163 (ex IRIS): Certificazione Qualità per il Settore Ferroviario

Redazione 4 letture
ISO 22163 (ex IRIS): Certificazione Qualità per il Settore Ferroviario
Se lavori nella filiera ferroviaria, conosci bene la pressione che arriva dai committenti principali — Alstom, Hitachi Rail, Stadler, Trenitalia, RFI — quando chiedono di dimostrare la conformità a uno standard di qualità specifico per il settore. Per anni quella richiesta si chiamava IRIS,...

Se lavori nella filiera ferroviaria, conosci bene la pressione che arriva dai committenti principali — Alstom, Hitachi Rail, Stadler, Trenitalia, RFI — quando chiedono di dimostrare la conformità a uno standard di qualità specifico per il settore. Per anni quella richiesta si chiamava IRIS, l'International Railway Industry Standard. Dal 2017, quello stesso standard ha assunto una nuova identità: ISO 22163. Cambia il nome, cambia la casa editrice (da UNIFE a ISO), ma la sostanza rimane: un sistema di gestione qualità calibrato sui requisiti specifici dell'industria ferroviaria globale. In questa guida ti spiego cosa prevede la norma, cosa aggiunge rispetto a ISO 9001, come funziona il processo di certificazione e cosa aspettarti se vuoi — o devi — ottenerla.

Da IRIS a ISO 22163: evoluzione dello standard ferroviario

IRIS nacque nel 2006 come iniziativa di UNIFE, l'associazione europea dell'industria ferroviaria, per standardizzare i requisiti qualitativi lungo tutta la supply chain del settore. Le prime versioni erano gestite direttamente da UNIFE, fino ad arrivare alla svolta: IRIS Rev.03, introdotta nel 2013, che già anticipava molti dei concetti poi consolidati nella ISO 9001:2015.

Nel 2017 avvenne il passaggio definitivo: la norma venne pubblicata come ISO 22163:2017 da ISO/TC 269, il comitato tecnico dedicato alle applicazioni ferroviarie. Questo non fu un semplice rebranding: significò che lo standard entrava nel sistema normativo internazionale ISO con riconoscimento globale formale e integrazione con la struttura HLS comune a tutte le norme di sistema di gestione. La versione ISO 22163:2023 ha ulteriormente allineato il testo alla struttura comune, integrando anche le lezioni apprese in termini di resilienza della supply chain e continuità operativa.

Oggi la norma è gestita a livello di certificazione dal portale IRIS Online, mantenuto da UNIFE ma allineato ai requisiti ISO. Ogni azienda certificata è visibile nel database, e i clienti ferroviari lo consultano sistematicamente prima di qualificare nuovi fornitori. Non avere la voce nel database significa, in molti casi, non essere nemmeno considerati nelle gare d'appalto.

Requisiti specifici oltre ISO 9001: RAMS, LCC, project management

ISO 22163 include integralmente i requisiti di ISO 9001:2015 — non li richiama per riferimento, li incorpora direttamente nel testo. Ma è su quello che aggiunge che si gioca la vera differenza. Chi ha già un sistema ISO 9001 solido ha un vantaggio, ma non deve sottovalutare la distanza tra le due norme.

Il primo tema specifico è la Dependability, che comprende quattro concetti: Reliability (affidabilità), Availability (disponibilità), Maintainability (manutenibilità) e Safety (sicurezza). Nell'industria ferroviaria questi quattro parametri vengono sempre gestiti insieme con l'acronimo RAMS, e la norma richiede che l'organizzazione dimostri come li considera nel ciclo di vita del prodotto. Se sei un fornitore di componenti — ammortizzatori, azionamenti elettrici, sistemi di frenatura — devi essere in grado di fornire dati RAMS al tuo cliente, il che implica avere un processo strutturato per raccoglierli, calcolarli e aggiornarli.

Il secondo tema è il Life Cycle Cost (LCC). Il settore ferroviario lavora su orizzonti temporali molto lunghi: un treno ha una vita utile che può superare i 30-40 anni, e i committenti valutano le offerte non solo sul prezzo di acquisto ma sul costo totale nel ciclo di vita. ISO 22163 richiede che l'organizzazione abbia metodologie per calcolare e gestire l'LCC dei propri prodotti. Non si tratta di un esercizio accademico: è una competenza che i clienti verificano concretamente durante gli audit.

Il terzo pilastro è il project management. Mentre ISO 9001 si limita a richiedere la pianificazione dei processi di realizzazione, ISO 22163 entra nel dettaglio su come gestire i progetti: dalla fase offerta fino alla chiusura, con gestione dei rischi di progetto, delle modifiche, del controllo dei costi e dei tempi, e della comunicazione strutturata con il cliente. Se la tua azienda gestisce commesse complesse — come quasi tutti i fornitori del settore — questo requisito impatta direttamente su come organizzi il project office.

Gestione obsolescenza e configurazione nel ferroviario

Questo è uno dei requisiti che più sorprende le aziende che si avvicinano per la prima volta a ISO 22163. Il settore ferroviario ha un problema strutturale: i componenti devono essere disponibili per decenni, ma i cicli di vita dei componenti elettronici si misurano in anni. Un microcontrollore montato su una scheda nel 2010 potrebbe non essere più producibile nel 2025, ma il treno su cui è installato ha ancora 20 anni di servizio davanti a sé.

La norma richiede un processo formale di gestione dell'obsolescenza: devi identificare per tempo quando un componente si avvicina alla fine del ciclo produttivo, valutare l'impatto sul prodotto finale, e pianificare le azioni necessarie — last-time-buy, riprogettazione, o ricerca di equivalenti qualificati. Questo richiede accordi specifici con i fornitori e un monitoraggio sistematico dei cataloghi.

Strettamente legata all'obsolescenza è la gestione della configurazione. In un settore dove ogni prodotto è spesso personalizzato e le modifiche si stratificano nel tempo, avere sotto controllo "cosa è montato su quale treno" è una questione critica di sicurezza. ISO 22163 richiede un sistema che tracci in modo univoco ogni versione del prodotto, ogni modifica approvata, e la corrispondenza tra configurazione hardware e documentazione tecnica. Per molte aziende questo significa dotarsi di strumenti PLM o almeno di procedure molto più rigorose rispetto a quelle tipiche di una ISO 9001 di base.

Processo di certificazione e portale IRIS

La certificazione ISO 22163 segue un percorso strutturato con alcune specificità importanti. Il punto di partenza è una gap analysis approfondita rispetto ai requisiti della norma, valutando anche gli elementi specifici ferroviari: RAMS, LCC, gestione configurazione e obsolescenza. Molte aziende sottovalutano questi aspetti nella fase iniziale e si trovano a dover fare lavoro aggiuntivo a metà percorso.

L'organismo di certificazione deve essere accreditato specificamente per ISO 22163 e avere auditor con competenze nel settore ferroviario. Gli enti principali attivi in Italia includono Bureau Veritas, TÜV SÜD, TÜV Rheinland, DNV e SGS, ma è fondamentale verificare la disponibilità di auditor ferroviari esperti.

La novità rispetto ad altri schemi è il portale IRIS Online. Dopo il superamento dell'audit, l'organismo di certificazione inserisce i dati nel portale, consultabile pubblicamente. Ogni azienda riceve un IRIS Score, un punteggio percentuale che indica il livello di conformità raggiunto. I tuoi clienti possono vedere esattamente quanti punti hai ottenuto e confrontarti con i concorrenti. Questo crea un incentivo reale al miglioramento continuo che va oltre la semplice ottenzione del certificato.

Requisiti della supply chain ferroviaria

ISO 22163 dedica particolare attenzione alla gestione dei fornitori perché nell'industria ferroviaria la responsabilità del produttore finale si estende lungo tutta la catena di fornitura. La norma richiede un processo robusto per la qualifica e il monitoraggio dei fornitori, differenziato per classe di criticità: i fornitori di componenti che impattano su funzioni di sicurezza sono soggetti a requisiti più stringenti — audit in sito, approvazione dei piani di controllo, notifica obbligatoria di modifiche.

Un aspetto che emerge spesso negli audit è la gestione dei Customer Specific Requirements (CSR). I grandi OEM ferroviari come Alstom, Siemens Mobility, CAF hanno ciascuno propri requisiti specifici che si aggiungono alla norma. Devi identificarli, recepirli nel tuo sistema qualità e dimostrarli durante gli audit. La gestione dei CSR è un'area dove molte aziende trovano difficoltà, soprattutto quando servono clienti diversi con requisiti non sempre coerenti tra loro.

FAQ

ISO 22163 è obbligatoria o volontaria? Formalmente è volontaria, ma nella pratica è richiesta contrattualmente da quasi tutti i committenti principali del settore ferroviario europeo. Senza la certificazione è difficile entrare o rimanere nella supply chain dei grandi OEM.

Posso certificarmi ISO 22163 senza avere ISO 9001? Sì, tecnicamente: ISO 22163 incorpora già tutti i requisiti della norma qualità di base. Nella pratica, la maggior parte delle aziende ha già ISO 9001, e il percorso diventa un'estensione del sistema esistente.

Cosa succede se non aggiorno la mia certificazione dall'era IRIS? Le certificazioni IRIS emesse prima del passaggio a ISO 22163 non sono più valide. Se non è stata fatta la transizione formale, occorre ripartire con un nuovo percorso di certificazione ISO 22163.

Quanto tempo richiede l'implementazione? Da 9 a 18 mesi a seconda del punto di partenza. Con ISO 9001:2015 già consolidata, il percorso si concentra sui gap specifici (RAMS, LCC, configurazione, obsolescenza) e può essere più rapido. Senza una base di sistema di gestione strutturata, i tempi si allungano significativamente.

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