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Ambiente ed Energia

ISO 59020: Misurare la Circolarita con Indicatori e Metriche Standardizzati

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ISO 59020: Misurare la Circolarita con Indicatori e Metriche Standardizzati
Quante volte ti sei sentito dire «siamo circolari al 70%» senza che nessuno sapesse spiegarti come quel numero fosse stato calcolato? Il problema della circolarità fino al 2024 era esattamente questo: ognuno misurava a modo suo, con indicatori autoprodotti, confini di sistema arbitrari e...

Quante volte ti sei sentito dire «siamo circolari al 70%» senza che nessuno sapesse spiegarti come quel numero fosse stato calcolato? Il problema della circolarità fino al 2024 era esattamente questo: ognuno misurava a modo suo, con indicatori autoprodotti, confini di sistema arbitrari e metodologie non confrontabili. La ISO 59020:2024 « Circular economy — Measuring and assessing circularity performance » ha cambiato le regole. Pubblicata a maggio 2024 dal comitato tecnico ISO/TC 323, è la prima norma internazionale che standardizza il modo in cui un’organizzazione misura e valuta la propria performance circolare. Qui ti guido attraverso struttura, indicatori chiave, metodologia di calcolo e connessioni con il reporting europeo. Per un inquadramento più ampio, ti rimando alla nostra guida pillar sulle certificazioni ambientali ed energetiche.

Perché misurare la circolarità è fondamentale per la transizione

Senza misura non c’è gestione. Lo ripeto da vent’anni ai clienti che vogliono intraprendere percorsi di economia circolare: se non quantifichi il punto di partenza, come fai a sapere se stai migliorando? Mi è capitato in un’azienda chimica di Novara che dichiarava un tasso di riciclo del 65%. Quando abbiamo scavato nei dati, quel numero includeva la termovalorizzazione dei solventi esausti — che non è riciclo, ma recupero energetico. Il dato reale era il 38%. Non c’era malafede, solo confusione tra definizioni diverse.

La ISO 59020 scioglie questo nodo. Fornendo indicatori di circolarità con definizioni univoche e confini di sistema rigorosi, elimina le ambiguità e rende i dati confrontabili tra organizzazioni e settori. In un contesto in cui tassonomia UE e direttiva CSRD richiedono dati ESG verificabili, avere metriche standardizzate non è un lusso — è una necessità operativa.

ISO 59020: struttura e ambito di applicazione

La norma si articola in 8 clausole principali e 8 annessi (da A a H). Le clausole da 1 a 3 coprono scopo, riferimenti normativi e terminologia. La clausola 4 stabilisce i principi di misurazione e valutazione della circolarità, insistendo su due concetti chiave: la rilevanza dei confini di sistema e la significatività dei risultati. Le clausole da 5 a 8 costituiscono il cuore operativo della norma, organizzato in tre stadi progressivi.

Lo Stadio 1 (clausola 6) riguarda la definizione dei confini: quale sistema stai misurando? Un prodotto, un’organizzazione, una filiera? Lo Stadio 2 (clausola 7) entra nella misurazione vera e propria: scelta degli indicatori, tassonomia della circolarità, acquisizione dati. Lo Stadio 3 (clausola 8) copre la valutazione e il reporting. L’Annex A, normativo, elenca gli indicatori core obbligatori. Gli Annex B-H, informativi, forniscono indicatori aggiuntivi, metodi complementari, collegamento con gli SDGs e linee guida per i calcoli di aggregazione. La norma si applica a qualsiasi organizzazione e opera su più livelli: prodotto, organizzazione, inter-organizzativo e regionale.

Indicatori di circolarità: materiali, energia, acqua, rifiuti

L’Annex A della ISO 59020 classifica gli indicatori core in tre categorie: flussi di risorse (materiali in ingresso e in uscita), indicatori di circolarità idrica e indicatori di circolarità economica. Sugli inflow, gli indicatori obbligatori misurano il contenuto medio di materiale riutilizzato, riciclato e rinnovabile presente nelle risorse in ingresso. Sugli outflow, si misurano la percentuale di prodotti e componenti effettivamente riutilizzati, la percentuale di materiale effettivamente riciclato e la percentuale di ricircolo nel ciclo biologico.

Un punto cruciale: la norma impone di leggere gli indicatori di inflow insieme a quelli di outflow. Un’azienda di packaging di Bologna vantava il 90% di contenuto riciclato nei film plastici — ma quel materiale, una volta usato, non era riciclabile per la struttura multistrato. Inflow eccellente, outflow zero. La ISO 59020 impedisce questa lettura parziale. Per energia e acqua, gli indicatori seguono la stessa logica: quanta energia proviene da fonti rinnovabili, quanta acqua viene ricircolata nei processi. L’Annex B aggiunge indicatori facoltativi su emissioni, perdite e impatti socioeconomici.

Tasso di circolarità: come calcolarlo secondo la norma

Il tasso di circolarità secondo la ISO 59020 non è un numero unico, ma un insieme di indicatori che descrivono quanto efficacemente un sistema mantiene le risorse in circolo. La clausola 7.5 affronta il tema dell’aggregazione: come combinare indicatori diversi (materiali, energia, acqua, economia) in una valutazione complessiva. L’Annex G fornisce linee guida dettagliate sui calcoli di base e sull’aggregazione.

Il calcolo parte dalla quantificazione dei flussi in massa (kg o tonnellate). Per l’inflow circolare, si sommano le quantità di materiale riutilizzato, riciclato e rinnovabile e si dividono per il totale degli inflow. Per l’outflow, si sommano le quantità riutilizzate, riciclate e reimmesse nel ciclo biologico e si dividono per il totale degli outflow. Il Material Circularity Indicator (MCI), sviluppato dalla Ellen MacArthur Foundation e coerente con il framework ISO 59020, sintetizza questi flussi in un valore da 0 (completamente lineare) a 1 (completamente circolare), considerando anche la durata del prodotto rispetto alla media di settore. Un’azienda siderurgica del Bresciano ha calcolato un MCI di 0,72 per la produzione di acciaio da forno elettrico — dato che riflette l’elevato uso di rottame in ingresso e l’alta riciclabilità del prodotto finito.

Material Flow Analysis (MFA) e indicatori di flusso

La Material Flow Analysis è il motore analitico che alimenta gli indicatori della ISO 59020. L’Annex C la include tra i metodi complementari, insieme alla Life Cycle Assessment (LCA) secondo ISO 14040/14044. La MFA traccia i percorsi fisici delle risorse: quanti kg entrano, quanti si trasformano in prodotto, quanti diventano scarto, quanti vengono recuperati. È un bilancio di massa rigoroso dove tutto ciò che entra deve uscire in qualche forma.

Nella pratica consulenziale, la MFA è il primo strumento che utilizzo. In un’azienda tessile di Biella abbiamo mappato i flussi di lana lungo l’intera filiera: dalla materia prima grezza ai cascami di cardatura, dagli scarti di tessitura ai ritagli di confezione. Il 23% della lana in ingresso non finiva nel prodotto finito, ma solo il 9% veniva recuperato. Il restante 14% era perdita secca. Quei dati, strutturati secondo gli indicatori di flusso della ISO 59020, hanno permesso di fissare obiettivi di recupero precisi e misurare i progressi trimestre per trimestre.

Collegamento con il reporting CSRD e la tassonomia UE

La direttiva CSRD e il Regolamento Tassonomia UE 2020/852 hanno reso la circolarità un tema di reporting obbligatorio per migliaia di imprese europee. La tassonomia include la « transizione verso un’economia circolare » tra i sei obiettivi ambientali, e le aziende devono dimostrare con dati quantitativi l’allineamento a criteri tecnici che riguardano anche la circolarità di materiali e processi.

Gli indicatori ISO 59020 forniscono una base solida per popolare gli standard ESRS previsti dalla CSRD, in particolare lo standard ESRS E5 dedicato a uso delle risorse ed economia circolare. Un’azienda manifatturiera di Reggio Emilia ha adottato gli indicatori ISO 59020 per alimentare direttamente il proprio report CSRD: contenuto riciclato in ingresso, tasso di recupero a fine vita, consumo idrico circolare. Il vantaggio? Un’unica raccolta dati per monitoraggio gestionale e compliance europea. Con il Pacchetto Omnibus del 2025 la Commissione ha semplificato alcuni obblighi, ma i dati di circolarità restano nel nucleo essenziale degli indicatori richiesti.

Software e strumenti per il calcolo degli indicatori

Calcolare gli indicatori di circolarità secondo la ISO 59020 richiede dati strutturati e strumenti adeguati. Per le PMI, un foglio di calcolo ben impostato con i bilanci di massa può bastare. Per realtà più complesse, il Circulytics della Ellen MacArthur Foundation valuta la circolarità aziendale con un approccio coerente con il framework ISO 59020. Software di LCA come SimaPro, GaBi (oggi Sphera) e openLCA integrano moduli di analisi dei flussi di materiali utilizzabili per calcolare gli indicatori della norma.

Per la MFA, strumenti come STAN (subSTance flow ANalysis) dell’Università Tecnica di Vienna permettono di modellare i flussi fisici e visualizzare i bilanci di massa con diagrammi di Sankey. In un’azienda cartaria della Lucchesia ho utilizzato STAN per mappare i flussi di fibra vergine e riciclata, acqua di processo e fanghi di depurazione. Il diagramma ha reso immediatamente visibile dove si concentravano le perdite — e ha convinto la direzione a investire 180.000 euro in un sistema di recupero fibre dai reflui, con un ritorno in 14 mesi. Senza dati affidabili, gli indicatori restano numeri vuoti.

Benchmarking settoriale e obiettivi di miglioramento

Uno dei vantaggi più concreti della ISO 59020 è la confrontabilità. Quando tutti misurano con gli stessi indicatori e confini di sistema, il benchmarking settoriale diventa possibile e significativo. Puoi confrontare il tuo tasso di inflow circolare con quello dei concorrenti, capire se sei sopra o sotto la media di settore, identificare i best performer.

La clausola 8, dedicata alla valutazione e al reporting, prevede il confronto con benchmark esterni e la definizione di obiettivi di miglioramento. In un consorzio di aziende ceramiche di Sassuolo abbiamo calcolato gli indicatori ISO 59020 per otto imprese e costruito un benchmark di distretto. Il tasso di recupero degli scarti cotti andava dal 42% al 91%: la differenza tra chi macinava lo scarto e lo reintroduceva nell’impasto e chi lo mandava in discarica. Quel confronto ha mosso i tre peggiori a investire in impianti di macinazione nel giro di un anno. Senza numeri confrontabili, quella spinta non ci sarebbe stata. Gli obiettivi vanno fissati su base triennale con revisione annuale, seguendo la logica del miglioramento continuo.

FAQ

La ISO 59020 è una norma certificabile?

No, la ISO 59020:2024 non è una norma di requisiti per la certificazione di sistema. Fornisce requisiti e linee guida per misurare la circolarità. Enti come SGS offrono però servizi di verifica della conformità ai requisiti della norma, attestando la correttezza del processo di misurazione.

Qual è la differenza tra ISO 59020, ISO 59004 e ISO 59010?

La ISO 59004 definisce terminologia e principi generali dell’economia circolare. La ISO 59010 fornisce linee guida per la transizione dei modelli di business. La ISO 59020 si concentra sulla misurazione. Insieme formano un trittico: concetti, transizione, misura. Sono progettate per lavorare in sinergia.

Quali indicatori della ISO 59020 sono obbligatori?

Gli indicatori core dell’Annex A (normativo) sono obbligatori quando si dichiara conformità alla norma. Comprendono gli indicatori di inflow circolare (contenuto riutilizzato, riciclato e rinnovabile) e di outflow circolare (percentuale di riutilizzo, riciclo e ricircolo biologico). Gli indicatori dell’Annex B sono facoltativi.

Posso usare la ISO 59020 per il reporting CSRD?

Sì. Gli indicatori della ISO 59020 sono coerenti con quanto richiesto dallo standard ESRS E5 su uso delle risorse ed economia circolare. La norma fornisce una metodologia riconosciuta a livello internazionale per raccogliere e calcolare i dati di circolarità che alimentano il report di sostenibilità previsto dalla CSRD.

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