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Sicurezza alimentare

ISO 22005

Tracciabilità nella filiera agroalimentare

Consulenza ISO 22005: Tracciabilità nella filiera agroalimentare

Ente normatore
ISO
Anno pubblicazione
2007
Categoria
Norma di processo

Obiettivo della norma

Strutturare sistemi di tracciabilità e rintracciabilità lungo la filiera, supportando sicurezza, qualità e gestione richiami.

Descrizione completa

La ISO 22005 fornisce principi e requisiti per progettare un sistema di tracciabilità e rintracciabilità nella filiera alimentare e mangimistica. Non è una norma di sistema di gestione certificabile “classica”, ma è spesso utilizzata per definire requisiti di filiera, disciplinari e audit di seconda/terza parte. Aiuta a stabilire obiettivi, confini, unità di tracciabilità, registrazioni e responsabilità tra operatori, migliorando capacità di richiamo e gestione delle crisi. È utile anche per valorizzare origine e lotti, riducendo frodi e aumentando trasparenza verso clienti e autorità.

Consulenza ISO 22005: Tracciabilità nella filiera agroalimentare

Lo standard ISO 22005 riguarda: Tracciabilità nella filiera agroalimentare. La nostra consulenza aiuta le organizzazioni a implementare requisiti e buone pratiche in modo concreto, costruendo un sistema mantenibile e orientato ai risultati. È un approccio utile per chi cerca long tail come consulenza ISO 22005, implementazione ISO 22005 e supporto audit (quando applicabile), con l’obiettivo di ridurre rischi e migliorare affidabilità.

Contesto: ambito Sicurezza alimentare, categoria Norma di processo, riferimento ISO 2007.

Non siamo un ente certificatore: svolgiamo attività di consulenza e affiancamento. L’audit e l’eventuale rilascio della certificazione (se previsto dallo standard) competono a un organismo accreditato.

Obiettivo e vantaggi per l’organizzazione

Obiettivo: Strutturare sistemi di tracciabilità e rintracciabilità lungo la filiera, supportando sicurezza, qualità e gestione richiami.

La ISO 22005 fornisce principi e requisiti per progettare un sistema di tracciabilità e rintracciabilità nella filiera alimentare e mangimistica. Non è una norma di sistema di gestione certificabile “classica”, ma è spesso utilizzata per definire requisiti di filiera, disciplinari e audit di seconda/terza parte. Aiuta a stabilire obiettivi, confini, unità di tracciabilità, registrazioni e responsabilità tra operatori, migliorando capacità di richiamo e gestione delle crisi. È utile anche per valorizzare origine e lotti, riducendo frodi e aumentando trasparenza verso clienti e autorità.

Benefici principali: Maggiore rapidità nei richiami, migliore trasparenza, riduzione rischi frodi, compliance e fiducia clienti

Requisiti chiave: cosa mettiamo a terra in consulenza

Definizione unità di tracciabilità, registrazioni e flussi, codifica lotti, responsabilità tra attori, verifiche e test di recall, gestione non conformità

Per la sicurezza alimentare, il sistema deve integrare prerequisiti, HACCP, gestione fornitori e tracciabilità. In consulenza rendiamo chiari ruoli e controlli, migliorando la qualità delle registrazioni e la capacità di affrontare audit di parte terza e richieste clienti.

Metodo di lavoro: gap analysis, roadmap e messa a regime

Il progetto parte da una gap analysis sul perimetro concordato: verifichiamo cosa esiste già, cosa è efficace e cosa manca. Poi definiamo una roadmap con priorità, owner e tempi. In implementazione lavoriamo su processi e responsabilità, creando strumenti operativi (modelli, registri, criteri di controllo) che semplificano la raccolta delle evidenze e rendono i controlli ripetibili.

Un punto decisivo è evitare “documenti di facciata”. Le informazioni documentate devono aiutare il lavoro quotidiano: ridurre ambiguità, stabilire criteri e rendere misurabili i risultati. Per questo colleghiamo processi e KPI agli obiettivi, così che il sistema supporti decisioni e miglioramento continuo.

Audit interno, miglioramento e consolidamento

Se il tuo obiettivo è la certificazione, ti supportiamo fino alla preparazione dell’audit: audit interno, verifica delle evidenze, formazione del team e simulazioni. L’obiettivo è arrivare all’organismo accreditato con processi applicati e coerenti, riducendo tempi e non conformità.

Verifichiamo la tenuta del sistema con controlli interni e riesami periodici: efficacia delle azioni correttive, qualità delle registrazioni, coerenza tra procedure e operatività. Questo rende il sistema più robusto e riduce il rischio di ricadere in pratiche non tracciate.

Il percorso è particolarmente indicato per: Aziende agrifood, consorzi, logistica alimentare, trasformazione e distribuzione. In consulenza adattiamo requisiti e strumenti alla realtà operativa, evitando soluzioni preconfezionate.

Risultato: consulenza orientata a long tail e sostenibilità

Il risultato è un impianto organizzativo che supporta obiettivi e compliance: processi più controllati, evidenze affidabili e un ciclo stabile di miglioramento. Se cerchi una consulenza ISO 22005 che non si limiti a consegnare documenti, ma che costruisca metodo e competenze interne, questo è il percorso più efficace.

Tempi, risorse e governance del progetto

Tempi e impegno dipendono dalla complessità e dalla maturità dei processi. In consulenza definiamo un piano realistico, con attività distribuite per evitare blocchi operativi. Il focus è trasferire metodo: ruoli chiari, routine di controllo, indicatori e riesami che mantengono il sistema vivo. Questo approccio riduce i “picchi” di lavoro e rende più facile gestire cambiamenti organizzativi o richieste esterne.

Se l’esigenza è accelerare o ridurre rischi in una fase critica (qualifica fornitori, audit imminenti, richieste cliente), moduliamo il percorso sulle priorità: prima ciò che impatta sicurezza, conformità e qualità del risultato, poi l’ottimizzazione e la stabilizzazione nel tempo.

Domande frequenti sulla consulenza ISO 22005

Serve davvero un consulente? Un affiancamento mirato riduce errori di interpretazione e accelera la messa a regime, soprattutto quando serve integrare requisiti in processi già avviati. L’obiettivo è rendere il team autonomo, non dipendente.

Quanto “documento” è necessario? Dipende dal contesto, ma il criterio è sempre lo stesso: documentare ciò che serve per dimostrare controllo e rendere i processi replicabili. Meglio pochi documenti usati davvero, che molti documenti ignorati.

Requisiti chiave

  • Definizione unità di tracciabilità
  • registrazioni e flussi
  • codifica lotti
  • responsabilità tra attori
  • verifiche e test di recall
  • gestione non conformità

Benefici principali

Maggiore rapidità nei richiami
migliore trasparenza
riduzione rischi frodi
compliance e fiducia clienti

Settori applicabili

Agrifood trasformazione logistica filiere certificate consorzi

A chi si rivolge

Aziende agrifood, consorzi, logistica alimentare, trasformazione e distribuzione

Note sull'obbligatorietà

Non obbligatoria; spesso richiesta da clienti o disciplinari e utile per dimostrare controllo in audit e ispezioni