La sicurezza è il tema che più di ogni altro attraversa l'intera gamma delle norme ISO: dal lavoratore in officina all'operatore di linea alimentare, dal consumatore che acquista un prodotto al guidatore su strada, la protezione delle persone è il filo conduttore di un sistema normativo vasto e in continua evoluzione. In vent'anni di consulenza nel campo delle certificazioni, ho osservato come le aziende italiane si avvicinino alla sicurezza in modo molto diverso: alcune la vivono come obbligo da assolvere con il minimo sindacale, altre la riconoscono come leva strategica che riduce costi, migliora la reputazione e protegge le persone davvero. Questa guida ti offre una mappa completa delle certificazioni ISO legate alla sicurezza — sul lavoro, alimentare, del prodotto e stradale — con i riferimenti normativi precisi e le interconnessioni con la legislazione italiana.
Le dimensioni della sicurezza certificata
Prima di entrare nel dettaglio delle singole norme, è utile avere una visione d'insieme. Esistono due grandi categorie di strumenti normativi:
Norme di sistema di gestione: disciplinano come un'organizzazione deve strutturarsi per gestire sistematicamente un tema di sicurezza. Sono certificabili da terza parte, richiedono audit periodici e seguono la struttura PDCA. Esempi: ISO 45001 (sicurezza sul lavoro), ISO 22000 (sicurezza alimentare), ISO 39001 (sicurezza stradale). Il valore sta nel processo di gestione, non solo nei risultati.
Norme tecniche e linee guida: specificano requisiti tecnici per prodotti, servizi o metodologie. Possono essere alla base di dichiarazioni di conformità o schemi di certificazione di prodotto. Esempi: ISO 10377 (sicurezza del prodotto), ISO 22716 (GMP cosmetici).
Un secondo asse di classificazione è per ambito di tutela:
- Sicurezza delle persone che lavorano: ISO 45001, ISO 45003, ISO 45002
- Sicurezza delle persone che consumano: ISO 22000, FSSC 22000, ISO 22716, ISO 10377
- Sicurezza dei prodotti sul mercato: ISO 10377, ISO 10393, ISO 31000
- Sicurezza delle persone su strada: ISO 39001
- Sicurezza della supply chain: ISO 28000
In Italia, queste norme volontarie si inseriscono in un contesto di legislazione obbligatoria con cui devono essere lette in modo integrato — non sostitutivo. La certificazione non esonera dagli obblighi di legge: li completa, li sistematizza e spesso aiuta a rispettarli meglio.
ISO 45001: sicurezza e salute sul lavoro
La ISO 45001:2018 è lo standard internazionale per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (OH&S). Pubblicata nel marzo 2018, ha sostituito definitivamente la OHSAS 18001 — con un periodo di transizione conclusosi il 12 marzo 2021. Strutturata secondo la High Level Structure (HLS), si integra nativamente con ISO 9001 e ISO 14001, rendendo possibile sistemi integrati QHSE con documentazione condivisa e audit congiunti.
I punti di forza distintivi rispetto alla precedente OHSAS 18001 sono tre:
- Approccio per contesto: la norma richiede di comprendere il contesto organizzativo come base per costruire un sistema pertinente e non generico.
- Leadership visibile: il top management è direttamente responsabile del sistema OH&S — è la fine del modello in cui «la sicurezza è affar del RSPP».
- Partecipazione dei lavoratori: la norma richiede meccanismi strutturati di coinvolgimento attivo, non solo informazione e formazione. La ricerca dimostra che questo approccio è il più efficace per ridurre gli infortuni.
La norma si articola attorno alla valutazione dei rischi e opportunità OH&S — identificazione pericoli, stima del rischio, misure di controllo secondo la gerarchia: eliminazione, sostituzione, controlli ingegneristici, controlli amministrativi, DPI — e alla gestione degli obiettivi OH&S con target misurabili e risorse definite.
Un aspetto concreto di grande importanza economica: la certificazione ISO 45001, nell'ambito del modello OT23 INAIL, consente di richiedere la riduzione del premio assicurativo (fino al 28% per le aziende con meno di 10 dipendenti). È uno dei pochi casi in cui la certificazione genera un ritorno economico diretto e misurabile.
Accanto alla ISO 45001, il panorama delle norme OH&S si è arricchito con: ISO 45002:2023 (linee guida per l'implementazione), ISO 45003:2021 (rischi psicosociali: stress, burnout, mobbing — prima norma internazionale specifica su questi temi), ISO 45004:2021 (monitoraggio delle prestazioni OH&S) e ISO 45005:2020 (gestione sicura del lavoro in situazioni di emergenza sanitaria).
ISO 22000 e FSSC 22000: sicurezza alimentare
La sicurezza alimentare è un campo normativo dove si intrecciano obblighi di legge europei e standard volontari di settore. Il punto di partenza normativo è il Regolamento CE 852/2004, che rende obbligatorio il sistema HACCP per tutti gli operatori del settore alimentare. Le norme ISO si collocano a un livello superiore di strutturazione.
ISO 22000:2018 — Food safety management systems: è la norma internazionale applicabile a qualunque organizzazione della filiera alimentare — produttori primari, trasformatori, distributori, retailer, ristorazione collettiva, produttori di imballaggi alimentari — indipendentemente da dimensione e localizzazione. La norma integra tre pilastri:
- Programmi prerequisito (PRP): le condizioni igienico-sanitarie di base — igiene del personale, controllo parassiti, pulizia e sanificazione, manutenzione attrezzature, gestione acqua, controllo allergeni.
- Analisi pericoli e HACCP: identificazione sistematica dei pericoli biologici, chimici e fisici lungo il processo produttivo, con determinazione dei CCP e dei limiti critici.
- Sistema di gestione HLS: pianificazione, supporto, operatività, valutazione delle prestazioni e miglioramento in un framework documentato e verificabile.
FSSC 22000: uno schema di certificazione riconosciuto dal GFSI (Global Food Safety Initiative) che prende come base la ISO 22000, aggiunge requisiti settoriali specifici (ISO/TS 22002-X) e ulteriori requisiti propri dello schema. Il riconoscimento GFSI è la chiave per capire perché molti grandi retailer e buyer internazionali richiedono la FSSC 22000 piuttosto che la sola ISO 22000: la GFSI benchmarks include la FSSC 22000 ma non la ISO 22000 da sola.
Nel quadro della sicurezza alimentare vanno menzionate anche: ISO 22005:2007 (tracciabilità nella filiera alimentare), ISO 22716:2007 (GMP per l'industria cosmetica, riferimento per il Regolamento CE 1223/2009) e ISO 22301:2019 (business continuity, particolarmente rilevante per garantire la continuità delle forniture alimentari).
ISO 27001: sicurezza delle informazioni
La ISO/IEC 27001:2022 è lo standard internazionale per i sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni (ISMS). In un'epoca in cui i dati sono un asset critico e le violazioni informatiche costano alle aziende in media 4,45 milioni di dollari (IBM Cost of a Data Breach Report 2023), la certificazione ISO 27001 è diventata un requisito sempre più frequente nei contratti con grandi aziende, nella PA e nel settore finanziario.
La norma richiede all'organizzazione di:
- Identificare e valutare i rischi per la sicurezza delle informazioni (riservatezza, integrità, disponibilità)
- Implementare un set di controlli di sicurezza selezionati dall'Annex A della norma (93 controlli nella versione 2022, organizzati in 4 categorie: organizzativi, persone, fisici, tecnologici)
- Monitorare l'efficacia dei controlli e migliorare continuamente il sistema
In Italia, la ISO 27001 è strettamente correlata con il GDPR (Regolamento UE 2016/679): un sistema ISMS certificato dimostra l'adozione di misure tecniche e organizzative adeguate per la protezione dei dati personali — un elemento che i Data Protection Officer apprezzano concretamente. La norma si integra anche con la Direttiva NIS2 (recepita in Italia con D.Lgs. 138/2024), che impone obblighi di sicurezza informatica ai soggetti essenziali e importanti operanti in settori critici.
ISO 39001: sicurezza stradale
La ISO 39001:2012 — Road traffic safety management systems — è una norma di sistema di gestione rivolta alle organizzazioni che interagiscono con il sistema del traffico stradale: aziende con flotte di veicoli, enti gestori di infrastrutture, imprese di trasporto merci e persone.
Ogni anno in Italia muoiono circa 3.000 persone in incidenti stradali e oltre 200.000 restano ferite. Una quota significativa degli incidenti coinvolge veicoli aziendali o lavoratori durante spostamenti di lavoro — un rischio OH&S spesso ignorato nella gestione della sicurezza aziendale. La ISO 39001 porta l'organizzazione a:
- Identificare i rischi stradali connessi all'attività (uso veicoli aziendali, trasferte, pendolarismo in orario di lavoro)
- Definire politiche per l'uso sicuro dei veicoli (no phone while driving, limitatori di velocità, manutenzione)
- Formare e sensibilizzare i conducenti con programmi strutturati
- Monitorare incidenti e quasi-incidenti stradali connessi all'attività
- Collaborare con la filiera — corrieri, agenti, distributori — per estendere la cultura della sicurezza stradale
ISO 28000: sicurezza della supply chain
La ISO 28000:2022 — Security and resilience — Security management systems for the supply chain — è la norma di sistema di gestione per la sicurezza della catena di fornitura. Aggiornata nel 2022 con l'adozione della struttura HLS, è applicabile a qualunque organizzazione coinvolta nella gestione della supply chain, indipendentemente dalle dimensioni e dal settore.
La norma affronta i rischi di sicurezza fisica e logistica lungo la catena di fornitura: furto, contraffazione, traffico illecito, sabotaggio, accesso non autorizzato a strutture e sistemi logistici. È particolarmente rilevante per:
- Operatori logistici e spedizionieri che gestiscono merci di alto valore
- Produttori farmaceutici e di dispositivi medici con supply chain internazionali complesse
- Aziende che operano in contesti geopolitici instabili o con merci soggette a regolamentazione doganale specifica
- Operatori di porti, aeroporti e hub logistici
In Italia, la ISO 28000 è correlata con la certificazione AEO (Operatore Economico Autorizzato) dell'Agenzia delle Dogane: un sistema ISO 28000 certificato può semplificare il processo di ottenimento e mantenimento dello status AEO, che garantisce benefici significativi nelle procedure doganali.
Integrare più certificazioni di sicurezza: un approccio olistico
Una delle domande più frequenti che ricevo dalle aziende che si affacciano al mondo delle certificazioni è: «Da dove parto? E come faccio a non moltiplicare all'infinito i sistemi di gestione?». La risposta sta nella logica dell'integrazione.
Grazie alla struttura HLS comune, le norme di sistema di gestione ISO condividono una struttura portante identica. Questo significa che un'azienda con ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001 certificate può costruire un Sistema di Gestione Integrato (SGI) con un'unica politica aziendale, un unico sistema documentale, audit interni integrati e un unico riesame della direzione — riducendo significativamente il carico burocratico rispetto a tre sistemi separati.
I vantaggi concreti dell'approccio integrato:
- Riduzione dei costi: gli enti certificatori offrono audit integrati con tariffe vantaggiose rispetto alle certificazioni separate. Per un SGI QAS (Qualità + Ambiente + Sicurezza), il risparmio sull'audit annuale può essere del 20–40% rispetto ad audit separati.
- Eliminazione dei silos: in un sistema integrato, il responsabile qualità, il RSPP e il responsabile ambiente parlano la stessa lingua e condividono gli stessi processi di gestione.
- Coerenza della comunicazione: una sola politica integrata comunica ai dipendenti, ai fornitori e ai clienti un messaggio coerente sul commitment dell'organizzazione verso qualità, ambiente e sicurezza.
Un avvertimento che do sempre alle aziende che si avvicinano all'integrazione: non confondere la condivisione della struttura documentale con la semplificazione forzata dei contenuti. La valutazione dei rischi OH&S ha una metodologia diversa da quella ambientale; la gestione delle emergenze in ambito sicurezza lavoro ha implicazioni legali diverse da quella ambientale. L'integrazione deve essere intelligente, non meccanica.
Come scegliere le certificazioni di sicurezza per la tua azienda
Il punto di partenza è l'analisi di tre fattori: le pressioni di mercato (cosa chiedono i tuoi clienti?), gli obblighi di legge specifici del tuo settore, e le priorità di rischio della tua organizzazione.
Per la gran parte delle aziende manifatturiere italiane, il percorso più logico è:
- ISO 9001 (qualità) come base, se non già presente
- ISO 45001 (sicurezza lavoro) — obbligatoria di fatto per accedere a molte filiere e appalti
- ISO 14001 (ambiente) per completare il sistema integrato QAS
Da lì si aggiungono le norme settoriali specifiche:
- FSSC 22000 per chi vende alla GDO internazionale nel settore alimentare
- ISO 27001 per chi gestisce dati sensibili, opera nella PA o in settori regolamentati (bancario, assicurativo, sanitario)
- ISO 39001 per aziende con flotte significative o nel settore trasporti e logistica
- ISO 28000 per operatori logistici e supply chain manager con esposizione a rischi fisici di sicurezza
Un aspetto che vale la pena chiarire: dove le certificazioni ISO diventano de facto obbligatorie è nei rapporti contrattuali. La «volontarietà» è relativa al rapporto con lo Stato, ma può essere obbligatoria nel rapporto commerciale con certi clienti. Un fornitore della GDO internazionale obbligato ad avere FSSC 22000, un subappaltatore nella difesa che deve rispettare i requisiti AQAP: in questi casi il mercato anticipa e supera il legislatore.
FAQ
Qual è la differenza tra un sistema di gestione certificato e il semplice adempimento del D.Lgs. 81/2008?
Adempiere al D.Lgs. 81/2008 significa rispettare gli obblighi minimi: DVR, nomina delle figure della sicurezza, formazione, sorveglianza sanitaria. Un sistema certificato ISO 45001 aggiunge sistematicità, obiettivi quantitativi di miglioramento, audit periodici, coinvolgimento strutturato dei lavoratori e riesame periodico della direzione. La differenza pratica si misura nella riduzione degli infortuni e nella capacità di prevenire incidenti prima che accadano.
Posso certificare contemporaneamente ISO 45001, ISO 9001 e ISO 14001?
Sì, e in molti casi è la soluzione più efficiente. Grazie alla struttura HLS comune, i tre sistemi condividono gran parte della struttura documentale, delle procedure di audit e del riesame della direzione. Gli enti di certificazione offrono audit integrati che abbattono i costi rispetto a tre certificazioni separate.
La FSSC 22000 è superiore alla ISO 22000?
Non è una questione di superiorità assoluta, ma di requisiti di mercato. La FSSC 22000 è riconosciuta dal GFSI e richiesta dai grandi retailer internazionali che aderiscono al GFSI. Se il tuo mercato lo richiede, è la scelta obbligata. Per chi non ha questa pressione, la ISO 22000 offre un sistema di gestione robusto e riconosciuto a livello internazionale.
ISO 39001 è obbligatoria per le aziende di trasporto?
No, è volontaria. Ma per accedere a certi bandi pubblici europei, ottenere finanziamenti legati alla sicurezza stradale o qualificarsi presso committenti internazionali, sta diventando sempre più un requisito de facto o un fattore di preferenza.
Come scelgo da dove iniziare tra tutte queste certificazioni?
Analizza le pressioni di mercato, gli obblighi di legge specifici del tuo settore e le priorità di rischio. Per la maggior parte delle PMI manifatturiere italiane: ISO 9001 + ISO 45001 + ISO 14001 come sistema integrato di base. Da lì si aggiungono le norme settoriali in base al mercato di riferimento. Non inseguire certificazioni inutili per il tuo mercato: ogni certificazione ha un costo di mantenimento reale.
Cosa succede se ottengo la certificazione ISO 45001 ma poi subisco un infortunio grave?
La certificazione non è una garanzia che gli infortuni non accadranno mai. Tuttavia, dimostra che l'azienda ha adottato misure organizzative sistematiche per prevenirli. Dal punto di vista legale, in caso di procedimento penale o amministrativo, l'esistenza di un sistema certificato è un elemento che i giudici considerano nella valutazione della colpa — senza costituire però un'esimente automatica.
Il panorama delle certificazioni sicurezza ISO è ampio, ma non deve intimidire: ogni norma risponde a una logica precisa e a un bisogno reale. Conoscere questo quadro d'insieme ti permette di fare scelte informate, di non inseguire certificazioni inutili per il tuo mercato e di costruire invece un sistema di gestione coerente con la tua strategia. Esplora gli articoli di approfondimento su ciascuna norma per trovare i dettagli tecnici, i percorsi di certificazione e le implicazioni pratiche per la tua specifica realtà aziendale.
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