Premi ESC per chiudere
Settori e Servizi

ISO 13485: Dispositivi Medici - La Certificazione Qualità Obbligatoria

Redazione 4 letture
ISO 13485: Dispositivi Medici - La Certificazione Qualità Obbligatoria
Se lavori nel settore dei dispositivi medici, saprai già che le regole del gioco sono cambiate radicalmente con il Regolamento europeo MDR 2017/745. ISO 13485 è diventata la spina dorsale di qualsiasi sistema di gestione qualità in questo ambito. Non è un certificato da appendere alla parete: è il...

Se lavori nel settore dei dispositivi medici, saprai già che le regole del gioco sono cambiate radicalmente con il Regolamento europeo MDR 2017/745. ISO 13485 è diventata la spina dorsale di qualsiasi sistema di gestione qualità in questo ambito. Non è un certificato da appendere alla parete: è il requisito minimo per operare sul mercato europeo con serietà. Ti spiego cosa richiede la norma, perché è indispensabile e come affrontare il percorso.

Cos'è ISO 13485 e il quadro regolatorio europeo (MDR, IVDR)

ISO 13485 definisce i requisiti di un sistema di gestione per la qualità specificamente pensato per le organizzazioni coinvolte nella progettazione, produzione, installazione e assistenza dei dispositivi medici. La versione attuale è del 2016, coerente con il quadro regolatorio europeo.

Tecnicamente volontaria, nella pratica è richiesta da quasi tutti i clienti della supply chain dei dispositivi medici, richiamata esplicitamente da MDR 2017/745 e IVDR 2017/746, ed è prerequisito per la maggior parte degli organismi notificati. In parole semplici: se produci, importi o distribuisci dispositivi medici in Europa, ISO 13485 non è un'opzione.

Il Regolamento MDR — pienamente in vigore dal maggio 2021 — ha introdotto requisiti di documentazione più stringenti, sorveglianza post-market strutturata e un ruolo centrale degli organismi notificati. L'Allegato IX del MDR richiede che il SGQ del fabbricante garantisca la conformità del dispositivo ai requisiti del regolamento: tutti gli organismi notificati verificano la conformità a ISO 13485 come parte integrante della loro valutazione.

Il MDR ha anche introdotto la figura obbligatoria della Persona Responsabile della Conformità Normativa (PRRC). Il tuo sistema ISO 13485 deve prevedere i processi attraverso cui questa figura svolge le sue funzioni di supervisione.

Lo standard si applica a tutta la supply chain, non solo ai produttori finali. Fornitori di componenti, sterilizzatori, produttori di imballaggi primari, aziende che eseguono ispezioni: tutti possono essere contrattualmente obbligati dai clienti a certificarsi.

Differenze tra ISO 13485 e ISO 9001

Se hai familiarità con ISO 9001, hai una buona base di partenza. Ma le differenze sono sostanziali e vanno comprese prima di iniziare il percorso.

La prima differenza riguarda il miglioramento continuo. ISO 9001 pone enfasi sul miglioramento continuo delle performance. ISO 13485 richiede invece di mantenere l'efficacia del sistema: un approccio più conservativo, dove la stabilità e la prevedibilità dei processi sono più importanti dell'innovazione continua.

La seconda differenza riguarda la gestione del rischio. ISO 13485 richiede che la gestione del rischio sia integrata in tutti i processi rilevanti del ciclo di vita del prodotto, con riferimento esplicito a ISO 14971. In ISO 9001, il risk-based thinking è presente come concetto ma non dettagliato allo stesso livello.

Tra i requisiti specifici di ISO 13485 senza equivalente diretto in ISO 9001:

  • Controllo dei prodotti sterili: validazione dei processi di sterilizzazione e mantenimento documentato delle condizioni di sterilità.
  • Ambienti di lavoro controllati: per i dispositivi sensibili alla contaminazione, controlli ambientali documentati (clean room, umidità, temperatura).
  • Tracciabilità: molto più stringente, con obbligo di tracciabilità completa per i dispositivi impiantabili per tutta la vita del prodotto.
  • Segnalazione eventi avversi: procedure per notificare alle autorità incidenti e azioni correttive di sicurezza sul campo (FSCA).
  • Documentazione estesa: file di prodotto, procedure di controllo, registrazioni di validazione, record conservati per almeno 15 anni.

Requisiti specifici: clean room, tracciabilità, validazione processi

Tre aree richiedono attenzione particolare nell'implementazione di ISO 13485.

Ambienti controllati. Per i dispositivi sensibili alla contaminazione, devi monitorare e documentare i parametri ambientali (particolato, temperatura, umidità, pressione differenziale), con limiti definiti in funzione del rischio del prodotto. La qualifica e la riqualifica periodica degli ambienti sono obbligatorie.

Tracciabilità. Il sistema deve permettere di identificare per ogni lotto di produzione: componenti e materiali usati, attrezzatura impiegata, personale che ha eseguito attività critiche, condizioni ambientali. Per i dispositivi impiantabili, i record devono essere conservati per la vita attesa del dispositivo più 10 anni (mai meno di 15 anni in totale).

Validazione dei processi. Tutti i processi i cui risultati non possono essere verificati completamente mediante ispezione devono essere validati: sterilizzazione, saldatura plastica, incollaggio, rivestimento, processi software. La validazione va rieseguita ogni volta che cambiano parametri significativi del processo.

Gestione del rischio: ISO 14971 e il collegamento con ISO 13485

ISO 14971:2019 è il framework specifico per la gestione del rischio nei dispositivi medici. Le due norme — ISO 13485 e ISO 14971 — devono essere implementate in modo integrato, non come sistemi paralleli.

Il processo di gestione del rischio secondo ISO 14971 prevede: pianificazione (definizione dello scope e dei criteri di accettabilità), analisi (identificazione dei pericoli, stima probabilità e gravità del danno), valutazione (confronto con i criteri di accettabilità), controllo del rischio (misure secondo la gerarchia: sicurezza intrinseca, protezioni, informazioni), valutazione del rischio residuo complessivo, monitoraggio continuo con i dati post-market.

Il file di gestione del rischio, aggiornato per tutta la vita del dispositivo, è la prova documentale che il beneficio clinico supera i rischi residui. È uno dei documenti che gli organismi notificati esaminano con più attenzione.

Nella pratica, la gestione del rischio è l'area dove le organizzazioni trovano più spesso lacune al primo audit. Non perché il concetto sia difficile, ma perché richiede un cambio di mentalità: non compilare moduli, ma sviluppare una cultura in cui il rischio viene identificato e gestito proattivamente, coinvolgendo ingegneria, clinica, produzione e quality assurance.

Sorveglianza post-market e gestione CAPA

Il MDR ha reso la sorveglianza post-market un obbligo strutturato, non un'attività opzionale. I tre strumenti principali sono:

  • Piano di sorveglianza post-market (PMSP): descrive i metodi e le fonti per raccogliere dati sul comportamento del dispositivo sul mercato (reclami, letteratura scientifica, registri clinici, database di vigilanza).
  • Rapporti di sorveglianza post-market (PMSR): per i dispositivi di classe I, sintesi annuale dei dati post-market.
  • Rapporti periodici aggiornati sulla sicurezza (PSUR): per le classi IIa, IIb e III, analisi aggiornata del rapporto rischio-beneficio.

ISO 13485 richiede che i dati della sorveglianza post-market siano usati come input per il riesame del SGQ, creando un ciclo virtuoso tra la vita sul campo del dispositivo e il miglioramento del sistema.

La gestione CAPA (Corrective and Preventive Actions) è un requisito critico per qualsiasi audit. Il sistema CAPA deve garantire: identificazione delle non conformità, analisi delle cause radice con metodi documentati, implementazione delle azioni, verifica dell'efficacia, e — per le non conformità significative — valutazione se siano necessarie notifiche alle autorità regolatorie.

Certificazione e marcatura CE: il ruolo dell'Organismo Notificato

Il MDR classifica i dispositivi in quattro classi di rischio che determinano il percorso verso la marcatura CE.

Classe I (basso rischio): autodichiarazione del fabbricante senza organismo notificato, tranne per dispositivi sterili, con funzione di misura o riutilizzabili chirurgici.

Classi IIa e IIb (rischio moderato e medio-alto): coinvolgimento obbligatorio di un organismo notificato per la valutazione del sistema qualità e/o del fascicolo tecnico.

Classe III (alto rischio, come dispositivi impiantabili attivi e stent coronarici): l'organismo notificato valuta l'intero fascicolo tecnico e l'esame clinico è obbligatorio.

Gli organismi notificati sono designati dalla Commissione Europea e accreditati dalle autorità nazionali. Puoi trovarli nel database NANDO della Commissione Europea. La scelta dell'ON è una decisione strategica: ogni ente ha competenze specifiche, tempi di risposta diversi e diversa familiarità con i tipi di dispositivi. Investi tempo nella valutazione prima di scegliere, chiedendo referenze ad altre aziende del settore.

FAQ

Quanto tempo richiede il percorso di certificazione ISO 13485?
Per un'organizzazione che parte da zero, da 12 a 18 mesi. Per chi è già certificato ISO 9001 con processi documentati, il percorso può comprimersi a 6-9 mesi. I tempi includono gap analysis, implementazione del sistema, formazione e audit di certificazione (stage 1 e stage 2).

ISO 13485 è richiesta anche per i distributori?
Il MDR introduce obblighi specifici per i distributori diversi da quelli dei fabbricanti. Non sono obbligati alla certificazione ISO 13485, ma devono avere procedure per la corretta gestione dei dispositivi. Molti scelgono comunque di certificarsi per differenziarsi e rispondere alle richieste dei fabbricanti.

È possibile integrare ISO 13485 con ISO 14001 e ISO 45001?
Sì, ma con attenzione. ISO 13485 non è completamente allineata all'High Level Structure di ISO 14001 e ISO 45001. L'integrazione è possibile a livello documentale, ma richiede una mappatura attenta. Molte aziende del settore mantengono sistemi integrati funzionanti, ma la complessità aggiuntiva è reale.

Quali sono i costi tipici della certificazione?
Per una PMI con un solo sito e prodotti a bassa complessità, i costi diretti di certificazione variano da 5.000 a 15.000 euro all'anno. A questi si aggiungono i costi interni di implementazione e mantenimento. Per aziende più grandi o con dispositivi ad alto rischio, i costi aumentano proporzionalmente.

Condividi: