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Le 10 Certificazioni ISO Più Richieste dalle Aziende Italiane nel 2026

Redazione 2 letture
Le 10 Certificazioni ISO Più Richieste dalle Aziende Italiane nel 2026
Ogni anno Accredia pubblica i dati sul numero di certificazioni attive in Italia, e ogni anno quei numeri raccontano come sta evolvendo il sistema produttivo italiano. Nel 2024, le organizzazioni certificate erano oltre 165.000, con un trend di crescita che non si è arrestato nemmeno negli anni più...

Ogni anno Accredia pubblica i dati sul numero di certificazioni attive in Italia, e ogni anno quei numeri raccontano come sta evolvendo il sistema produttivo italiano. Nel 2024, le organizzazioni certificate erano oltre 165.000, con un trend di crescita che non si è arrestato nemmeno negli anni più difficili. Ma quale certificazione conviene davvero alla tua azienda? Quali sono quelle che aprono più porte, che i clienti ti chiedono, che incidono concretamente sulla competitività? Questa guida ti offre una classifica ragionata delle certificazioni più richieste nel 2025, con dati, analisi delle tendenze e un'occhiata alle emergenti che nei prossimi anni potrebbero scalare la classifica.

Perché il 2025 è un anno cruciale per le certificazioni

Il 2025 è un anno di svolta per le certificazioni ISO in Italia per ragioni convergenti. La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) inizia ad applicarsi alle grandi imprese, creando una domanda di certificazioni ambientali e sociali senza precedenti. La NIS2, recepita con D.Lgs. 138/2024, spinge migliaia di organizzazioni verso la ISO/IEC 27001. L'AI Act europeo apre il mercato della ISO/IEC 42001. E il mercato del lavoro, dopo anni di alta sinistralità, premia sempre più concretamente chi ha la ISO 45001.

Il sistema italiano di certificazione ha alcune caratteristiche peculiari che vale la pena conoscere prima di scegliere:

  • Alta concentrazione nel Nord Italia: circa il 60% delle certificazioni è nel triangolo industriale (Lombardia, Piemonte, Veneto), riflettendo la struttura manifatturiera nazionale;
  • Prevalenza delle PMI: oltre il 70% delle organizzazioni certificate ha meno di 50 dipendenti. Le certificazioni non sono prerogativa delle grandi aziende;
  • Crescita del settore servizi: IT, consulenza, sanità e servizi alla persona sono in forte crescita;
  • Diffusione dei sistemi integrati: sempre più organizzazioni combinano più norme in un unico sistema, riducendo i costi di gestione e semplificando gli audit.
PosizioneStandardAmbitoOrganizzazioni (stima 2025)Trend
1ISO 9001Qualità~105.000Stabile
2ISO 14001Ambiente~30.000Crescita
3ISO 45001Sicurezza lavoro~22.000Forte crescita
4ISO/IEC 27001Sicurezza informatica~6.500Forte crescita
5ISO 22000/FSSCSicurezza alimentare~5.500Stabile
6ISO 50001Energia~1.100Crescita
7SA8000Responsabilità sociale~1.300Lenta crescita
8ISO 13485Dispositivi medici~2.200Crescita
9ISO 27701Privacy/GDPR~300Forte crescita
10ISO/IEC 42001Intelligenza artificiale~100Emergente

ISO 9001: la base imprescindibile della qualità

Con oltre 105.000 organizzazioni certificate in Italia e più di un milione nel mondo, la ISO 9001 è di gran lunga lo standard di certificazione aziendale più diffuso. La versione attuale, ISO 9001:2015, è applicabile a qualsiasi tipo di organizzazione — manifatturiero, servizi, pubblica amministrazione, no profit — di qualsiasi dimensione. È la certificazione "di base" che molte organizzazioni ottengono prima di integrare standard più specifici.

Dal punto di vista della domanda di mercato, la ISO 9001 è spesso un prerequisito esplicito nelle gare d'appalto pubbliche e private. Molte multinazionali la richiedono come condizione minima di accesso al vendor panel. Il risk-based thinking introdotto nel 2015 ha reso la norma più dinamica e meno burocratica rispetto alla versione precedente, avvicinandola alla realtà delle PMI italiane.

A chi serve prioritariamente: praticamente a tutti. Se non hai ancora nessuna certificazione, la ISO 9001 è quasi sempre il punto di partenza giusto.

ISO 14001: l'ambiente come priorità strategica

La ISO 14001 è la norma per i sistemi di gestione ambientale (SGA). Con circa 30.000 organizzazioni certificate in Italia, vive una fase di rinnovato interesse legata all'agenda ESG e agli obblighi di rendicontazione di sostenibilità introdotti dalla CSRD.

Il fattore trainante della crescita è la supply chain: le grandi aziende richiedono sempre più spesso la certificazione ambientale ai propri fornitori, sia per ragioni di reputazione sia per soddisfare i propri impegni ESG. Questo effetto a cascata sta portando la certificazione anche nelle PMI che in passato non l'avrebbero mai considerata. Un secondo driver sono gli incentivi fiscali italiani che in alcuni casi riconoscono la ISO 14001 come elemento preferenziale per l'accesso agli incentivi green.

A chi serve prioritariamente: aziende manifatturiere, imprese edili, gestione rifiuti, logistica, qualsiasi organizzazione con impatti ambientali significativi o clienti che richiedono evidenza di responsabilità ambientale.

ISO 45001: sicurezza sul lavoro oltre la compliance

La ISO 45001:2018 ha sostituito la OHSAS 18001 (ritirata nel 2021). Con circa 22.000 organizzazioni certificate in Italia, è il terzo standard per diffusione e quello con il trend di crescita più sostenuto tra le prime tre posizioni. In un paese dove gli infortuni sul lavoro restano un problema rilevante, la norma offre un approccio proattivo orientato all'eliminazione dei rischi prima che si concretizzino in incidenti.

Il segmento costruzioni è particolarmente attivo, sia per le statistiche di infortuni del settore sia perché molti committenti pubblici e privati la richiedono come requisito di qualificazione per l'accesso ai cantieri. La logica della ISO 45001 non è il rispetto formale delle norme (che già il D.Lgs. 81/2008 impone): è la riduzione sistematica del rischio attraverso il coinvolgimento dei lavoratori e la gestione strutturata dei pericoli.

A chi serve prioritariamente: costruzioni, manifatturiero, logistica, sanità, qualsiasi organizzazione con lavoratori esposti a rischi significativi.

ISO 27001: cybersecurity non più opzionale

La ISO/IEC 27001 per la sicurezza delle informazioni ha il tasso di crescita più elevato tra tutte le certificazioni di sistema, con incrementi annuali che in alcuni anni hanno superato il 20%. Circa 6.500 organizzazioni certificate in Italia, con previsioni di forte crescita nei prossimi anni.

I driver sono convergenti: la NIS2 (D.Lgs. 138/2024) impone obblighi di sicurezza informatica a migliaia di organizzazioni nei settori essenziali; il DORA per il settore finanziario richiede requisiti di resilienza digitale; la supply chain security spinge le grandi aziende a richiedere la certificazione ai fornitori che trattano dati sensibili. La versione attuale — ISO/IEC 27001:2022 — include nuovi controlli per cloud, minacce informatiche e business continuity.

A chi serve prioritariamente: aziende IT, software house, fornitori cloud, settore finanziario e assicurativo, sanità digitale, qualsiasi organizzazione soggetta a NIS2 o che tratta dati sensibili.

ISO 22000: sicurezza alimentare certificata

Nel settore alimentare, la ISO 22000:2018 e la FSSC 22000 (schema privato riconosciuto dalla GFSI) sono i riferimenti per i sistemi di gestione della sicurezza degli alimenti. Circa 5.500 organizzazioni certificate in Italia, con forte concentrazione in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.

La distinzione tra le due è importante: la ISO 22000 è richiesta da alcuni retailer italiani ed europei come requisito base; la FSSC 22000 è richiesta da retailer internazionali di primo livello (Carrefour, Lidl, Aldi) e da molte multinazionali del food. Se vuoi entrare nelle catene di grande distribuzione europee, la FSSC 22000 è spesso un requisito non negoziabile.

A chi serve prioritariamente: produttori alimentari, aziende di trasformazione, ristorazione collettiva, packaging alimentare, fornitori della GDO italiana e internazionale.

ISO 50001: l'energia come leva competitiva

La ISO 50001:2018 definisce i requisiti per i sistemi di gestione dell'energia. Con circa 1.100 organizzazioni certificate, è una nicchia in crescita significativa, trainata sia dai costi energetici sia dagli incentivi normativi. Il principale driver: le grandi imprese energivore che implementano un SGE certificato ISO 50001 beneficiano dell'esenzione dalla diagnosi energetica obbligatoria ogni quattro anni (D.Lgs. 102/2014). Un secondo incentivo è legato ai Titoli di Efficienza Energetica, dove la certificazione può portare un riconoscimento aggiuntivo.

A chi serve prioritariamente: grandi imprese energivore, industria manifatturiera ad alta intensità energetica (siderurgia, ceramica, carta, chimica), gestori di edifici con elevati consumi.

SA8000: responsabilità sociale misurabile

La SA8000 non è una norma ISO ma uno standard privato di Social Accountability International (SAI). È però lo standard di certificazione per la responsabilità sociale d'impresa più diffuso in Italia, con circa 1.300 organizzazioni — concentrate in settori ad alta intensità di lavoro come abbigliamento, calzature, lavorazioni manifatturiere. Verifica il rispetto di standard fondamentali: divieto del lavoro minorile, del lavoro forzato, tutela della salute e sicurezza, libertà di associazione, divieto di discriminazione, orari di lavoro, retribuzioni adeguate.

La crescente attenzione alla due diligence nella supply chain, rafforzata dalla Direttiva UE CSDD, sta ampliando la domanda di SA8000 anche oltre i settori tradizionali.

A chi serve prioritariamente: aziende manifatturiere che forniscono brand internazionali nel settore moda, calzature, tessile, elettronica di consumo.

ISO 13485: medicale in forte crescita

La ISO 13485:2016 è lo standard per i sistemi di gestione qualità nella progettazione e produzione di dispositivi medici. Con circa 2.200 organizzazioni certificate in Italia — concentrata in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto — è una certificazione in crescita costante spinta dall'entrata in vigore del Regolamento Europeo 2017/745 (MDR) e del 2017/746 (IVDR), che hanno introdotto requisiti molto più stringenti rispetto alle precedenti direttive.

In pratica, senza ISO 13485 non è possibile ottenere la marcatura CE per i dispositivi medici di classe superiore a quella più bassa. Per i fabbricanti europei, è il riferimento imprescindibile.

A chi serve prioritariamente: produttori di dispositivi medici, fornitori di componenti critici, aziende di distribuzione e manutenzione che richiedono un sistema qualità certificato.

ISO 27701: privacy e GDPR strutturati

La ISO/IEC 27701:2019 è un'estensione della ISO/IEC 27001 che aggiunge i requisiti per la gestione della privacy e delle informazioni personali (PIMS — Privacy Information Management System). È lo standard di riferimento per dimostrare la conformità strutturata al GDPR e alle normative sulla protezione dei dati.

Con circa 300 organizzazioni certificate in Italia (dato in rapida crescita), è ancora una nicchia, ma la pressione normativa e l'attenzione crescente alla privacy da parte dei clienti stanno accelerando l'adozione. Chi è già certificato ISO/IEC 27001 può estendere il proprio sistema alla ISO/IEC 27701 con uno sforzo aggiuntivo limitato, poiché le strutture di base sono già in piedi.

A chi serve prioritariamente: responsabili del trattamento di dati personali su larga scala, fornitori cloud, sanità, fintech, HR tech, qualsiasi organizzazione che voglia dimostrare la conformità GDPR in modo verificabile.

ISO/IEC 42001: l'intelligenza artificiale governata

Pubblicata nel dicembre 2023, la ISO/IEC 42001 è il primo standard internazionale per la gestione responsabile dei sistemi di intelligenza artificiale nelle organizzazioni. Definisce i requisiti per sviluppare, implementare e mantenere sistemi AI in modo etico, trasparente e governato. Il driver principale di adozione è l'AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689), entrato in vigore nell'agosto 2024 e applicabile in fasi successive fino al 2027.

In Italia, le prime certificazioni sono state rilasciate nel 2024-2025, principalmente a grandi aziende e software house. Il mercato è agli inizi ma la crescita attesa nei prossimi 3-5 anni è significativa: analogamente a quanto avvenuto con la ISO/IEC 27001 nei suoi primi anni di diffusione, chi si certifica oggi ha un vantaggio competitivo concreto rispetto a chi aspetta.

A chi serve prioritariamente: sviluppatori di sistemi AI, aziende che usano AI in decisioni ad alto impatto (assunzioni, credito, salute), organizzazioni nei settori ad alto rischio dell'AI Act.

Criteri per scegliere da quale iniziare

La scelta della certificazione non si fa guardando la classifica per diffusione: è una decisione strategica che dipende da tre fattori principali.

Il primo è la domanda del mercato: cosa chiedono i tuoi clienti attuali e potenziali? Se ricevi richieste esplicite di una certificazione specifica, quella è la priorità assoluta. In assenza di richieste esplicite, analizza cosa chiedono le gare d'appalto nel tuo settore e cosa hanno i tuoi concorrenti più avanzati.

Il secondo è il contesto normativo: operi in un settore con obblighi specifici? Dispositivi medici, alimentare, costruzioni strutturali, automotive — in questi settori alcune certificazioni non sono una scelta ma una necessità operativa.

Il terzo è la strategia di crescita: dove vuoi portare l'azienda nei prossimi 3-5 anni? Se punti all'export verso mercati europei o internazionali, alcune certificazioni aprono porte che senza di esse restano chiuse. Se punti agli appalti pubblici, la ISO 9001 è quasi sempre imprescindibile.

In assenza di elementi specifici, la sequenza più comune per una PMI che parte da zero è: ISO 9001 come fondamento, poi ISO 14001 o ISO 45001 come seconda certificazione (spesso integrate in un sistema QAS), poi le certificazioni specifiche in base allo sviluppo del business.

FAQ

Come si sceglie la certificazione giusta?
Parti da cosa chiedono i tuoi clienti. Se non hai richieste esplicite, considera settore di appartenenza, tipologia di clienti che vuoi acquisire e obblighi normativi applicabili. In assenza di elementi specifici, la ISO 9001 è quasi sempre la scelta iniziale più sensata.

È possibile ottenere più certificazioni contemporaneamente?
Sì, e spesso è conveniente. Molte organizzazioni implementano sistemi di gestione integrati (SGI) che coprono contemporaneamente più norme. Gli audit possono essere condotti in modo combinato, riducendo costi e tempo rispetto agli audit separati.

Quanto costa mediamente certificarsi?
I costi variano moltissimo. Per orientarsi: una PMI (10-50 dipendenti) può aspettarsi costi di certificazione nell'ordine di 3.000-8.000 euro per il primo ciclo triennale, escluso il lavoro interno di implementazione e la consulenza. Le norme più complesse (IATF 16949, ISO 13485) comportano costi significativamente superiori.

Le certificazioni ottenute in Italia sono valide all'estero?
Sì, se rilasciate da organismi di certificazione accreditati da Accredia, che è membro del network IAF attraverso gli accordi di mutuo riconoscimento multilaterale (MLA). Questo garantisce il riconoscimento reciproco tra tutti i principali mercati mondiali.

Con quale frequenza vengono aggiornate le norme ISO?
Le norme vengono riesaminate periodicamente (generalmente ogni 5 anni). Le organizzazioni certificate devono fare la transizione alla nuova versione entro la scadenza indicata dall'ISO, tipicamente 3 anni dalla pubblicazione. Monitorare le scadenze di transizione è essenziale per non trovarsi con certificati emessi su norme ritirate.

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