C'è un momento preciso, nella vita di un responsabile qualità o di un consulente ISO, in cui capisci che il mercato sta per cambiare. Non è quando la norma viene pubblicata — a quel punto sei già in ritardo. È quando cominci a leggere i Working Draft, a seguire i Technical Committee dell'ISO, a capire dove sta andando il vento. Ho vissuto questa sensazione più volte negli ultimi vent'anni, e ogni volta chi si è mosso in anticipo ha trasformato una transizione normativa in un vantaggio competitivo concreto. Questo articolo è per chi vuole essere tra i primi, non tra gli ultimi.
Il calendario ISO: le norme in fase di sviluppo e revisione
L'ISO non pubblica le norme dall'oggi al domani. Il processo è lungo, strutturato e — soprattutto — trasparente per chi sa dove guardare. Ogni norma passa attraverso fasi precise: Preliminary Work Item (PWI), Working Draft (WD), Committee Draft (CD), Draft International Standard (DIS) e infine Final Draft International Standard (FDIS), prima della pubblicazione ufficiale.
Sul sito ISO è possibile monitorare lo stato di avanzamento di ogni progetto normativo attraverso il portale Online Browsing Platform (OBP). Iscriversi alle newsletter dei Technical Committee rilevanti per il proprio settore è uno dei migliori investimenti di tempo che un professionista delle certificazioni possa fare.
Per il biennio 2026-2027, le norme che meritano la tua attenzione prioritaria sono almeno sette. Alcune sono già pubblicate e stanno acquisendo massa critica. Altre sono ancora in fase di sviluppo ma stanno maturando rapidamente. Vediamole una per una.
ISO 9001: si parla di revisione — cosa potrebbe cambiare
La ISO 9001:2015 compie dieci anni nel 2025. La norma ISO prevede una revisione ogni cinque anni — anche se i tempi reali si allungano spesso — e il Technical Committee ISO/TC 176 ha già avviato le valutazioni preliminari su una possibile nuova edizione.
Non esiste ancora un calendario ufficiale per la ISO 9001:202x, ma le discussioni in seno al TC 176 ruotano attorno ad alcuni temi ricorrenti. Il primo è la maggiore enfasi sulla resilienza organizzativa: la pandemia da COVID-19 ha mostrato che molti sistemi di gestione qualità erano poco preparati a gestire shock sistemici improvvisi. Il secondo tema è l'integrazione esplicita degli aspetti di sostenibilità e cambiamento climatico nel contesto organizzativo — già introdotta informalmente attraverso l'Annex SL aggiornato. Il terzo è la semplificazione della documentazione per le microimprese.
Cosa fare adesso? Se il tuo sistema di gestione qualità è certificato ISO 9001:2015 e funziona bene, non devi fare nulla di urgente. Ma se stai pianificando una revisione dei processi o un aggiornamento documentale, ha senso tenere un occhio sui Working Draft appena disponibili, così da non dover rifare il lavoro tra due o tre anni.
Un suggerimento pratico: inizia già oggi a documentare meglio il contesto organizzativo (clausola 4) includendo rischi legati alla catena di fornitura e alla continuità operativa. Queste sono aree che quasi certamente diventeranno più rilevanti nella prossima versione.
ISO 14001: la prossima edizione e il climate change
La ISO 14001:2015 è sotto revisione in modo più esplicito rispetto alla 9001. Il TC 207 ha già comunicato che la futura edizione integrerà in modo più diretto i requisiti legati al cambiamento climatico e agli obiettivi dell'Accordo di Parigi.
Nel 2024 l'ISO ha pubblicato un'importante modifica (Amendment 1) alla ISO 14001:2015 che introduce esplicitamente il considerare il cambiamento climatico nell'analisi del contesto (clausola 4.1) e tra le esigenze delle parti interessate (clausola 4.2). Questo Amendment è già applicabile e molti enti di certificazione lo stanno già verificando negli audit.
La revisione completa della norma — che potrebbe portare alla ISO 14001:202x — dovrebbe portare ulteriori sviluppi: requisiti più stringenti sulla decarbonizzazione, sulla misurazione dell'impronta carbonica e sull'economia circolare. Se la tua azienda è certificata ISO 14001, il momento di capire come si colloca rispetto alla carbon footprint e agli obiettivi net-zero è adesso, non quando la nuova edizione sarà pubblicata.
In pratica: inizia a integrare nel tuo Registro degli Aspetti Ambientali una colonna dedicata alle emissioni di CO₂ equivalenti. Non è ancora obbligatorio, ma ti troverai avanti rispetto a tutti quando lo diventerà.
ISO 56001: innovation management — appena pubblicata
La ISO 56001 è stata pubblicata nel 2024 ed è probabilmente la norma sui sistemi di gestione pubblicata nell'ultimo decennio che genera più interesse al di fuori degli ambienti tradizionalmente legati alla qualità e all'ambiente.
Questo standard definisce i requisiti per un sistema di gestione dell'innovazione. L'idea di fondo è che l'innovazione — spesso percepita come caotica e imprevedibile — possa essere governata attraverso processi sistematici, senza perdere la sua natura creativa.
La norma si struttura seguendo l'ormai familiare High Level Structure (HLS) dell'Annex SL, il che significa che si integra facilmente con ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001. I requisiti principali riguardano: la leadership e cultura dell'innovazione, la definizione di una strategia di innovazione allineata al contesto organizzativo, la gestione del portfolio di iniziative innovative, e la misurazione dei risultati dell'innovazione.
Chi dovrebbe interessarsi subito alla ISO 56001? Le aziende che partecipano a bandi di innovazione regionali o nazionali (molti dei quali inizieranno a richiedere o premiare la certificazione), le imprese che vogliono strutturare R&D Lab interni, e le PMI che intendono differenziarsi sulla capacità innovativa piuttosto che solo sul prezzo.
La certificazione ISO 56001 non è ancora diffusissima in Italia, il che significa che i primi a ottenerla avranno un vantaggio di posizionamento significativo nei prossimi 18-24 mesi.
ISO 53001: SDG management system — in sviluppo
La ISO 53001 è forse la norma più ambiziosa tra quelle in fase di sviluppo. Il suo obiettivo è definire i requisiti per un sistema di gestione orientato agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite — i famosi 17 obiettivi dell'Agenda 2030.
Il progetto è gestito dal TC 309 (Governance of organizations) e si trova ancora nelle fasi iniziali del processo normativo. Tuttavia, la direzione è chiara: le organizzazioni che sapranno dimostrare un allineamento strutturato agli SDG avranno vantaggi crescenti in termini di accesso al credito (finanza ESG), partecipazione a gare pubbliche europee e reputazione presso clienti sempre più attenti alla sostenibilità.
La ISO 53001 non andrà a sostituire le norme esistenti come la ISO 14001 o la ISO 26000 (responsabilità sociale, che resta una linea guida e non certificabile). Piuttosto, si propone come uno standard sovraordinato che aiuta le organizzazioni a collegare i propri sistemi di gestione a un framework di sostenibilità riconosciuto a livello globale.
Cosa fare oggi? Se la tua azienda ha già avviato un percorso di rendicontazione di sostenibilità (bilancio di sostenibilità, dichiarazione non finanziaria, report ESG), inizia a mappare le attività rispetto ai 17 SDG. Quando la norma sarà pubblicata, sarai già a metà strada.
ISO 7101: healthcare organizations — la nuova norma sanitaria
La ISO 7101:2023 è già stata pubblicata e rappresenta il primo standard ISO specificamente dedicato alla gestione della qualità nelle organizzazioni sanitarie. Prima della sua pubblicazione, le strutture sanitarie che volevano un sistema di gestione certificabile si affidavano principalmente alla ISO 9001 (applicata al settore salute) o a standard settoriali come le norme JCI (Joint Commission International).
La ISO 7101 introduce requisiti specifici per il contesto sanitario che la ISO 9001 non copre in modo esplicito: la sicurezza del paziente, la gestione dei rischi clinici, la governance clinica, l'esperienza del paziente (patient experience) e la continuità delle cure.
In Italia il settore sanitario — sia pubblico che privato — è sotto pressione crescente in termini di qualità percepita, gestione delle risorse e accountability. La ISO 7101 offre un framework rigoroso e riconosciuto internazionalmente per strutturare questi aspetti.
Se lavori con strutture sanitarie, poliambulatori, laboratori diagnostici o case di cura, questa norma merita la tua attenzione immediata. La curva di adozione in Italia è ancora bassa, ma i segnali di interesse da parte di alcune ASL e ospedali privati sono già visibili.
ISO/IEC 42001: AI — la norma che cresce più velocemente
La ISO/IEC 42001 è stata pubblicata nel dicembre 2023 ed è già la norma più discussa, più cercata e probabilmente più velocemente adottata nella storia recente della normalizzazione internazionale. Il motivo è semplice: regola la gestione responsabile dei sistemi di intelligenza artificiale nelle organizzazioni, e il tema non potrebbe essere più attuale.
Lo standard si rivolge a due categorie di organizzazioni: quelle che sviluppano sistemi di AI e quelle che li utilizzano. I requisiti principali riguardano: la definizione di una politica per l'AI, la valutazione dei rischi legati all'AI (bias, trasparenza, sicurezza), la governance dei sistemi AI, e la gestione delle responsabilità lungo la catena del valore.
In Europa, il contesto normativo è amplificato dall'AI Act (Regolamento UE 2024/1689), entrato in vigore nel 2024. Sebbene l'AI Act non richieda esplicitamente la certificazione ISO/IEC 42001, il sistema di gestione definito da questa norma è considerato un approccio privilegiato per dimostrare la conformità ai requisiti del Regolamento, specialmente per i sistemi AI ad alto rischio.
Chi deve agire subito? Le aziende che già utilizzano strumenti di AI per processi rilevanti (selezione del personale, scoring del credito, diagnostica medica, controllo qualità automatizzato), le software house che sviluppano prodotti AI, e le organizzazioni che forniscono servizi a settori regolamentati dove l'AI sta entrando rapidamente.
La certificazione ISO/IEC 42001 non è ancora diffusa in Italia — le aziende certificate a livello globale sono ancora nell'ordine delle centinaia — ma la crescita è esponenziale. Essere tra i primi certificati nel proprio settore ha un valore di posizionamento difficile da sopravvalutare.
Come anticipare le transizioni e non farsi trovare impreparati
Vent'anni di esperienza nel mondo delle certificazioni ISO mi hanno insegnato una cosa fondamentale: le aziende che vivono le transizioni normative come un trauma sono quasi sempre quelle che le hanno ignorate finché non è diventato impossibile farlo. Al contrario, le organizzazioni che ne escono rafforzate sono quelle che hanno iniziato a prepararsi quando c'era ancora tempo — e, soprattutto, quando c'era ancora la possibilità di scegliere come farlo.
Ecco un approccio concreto in tre fasi per anticipare le transizioni normative del 2026-2027.
Fase 1 — Monitoraggio (da fare subito). Identifica le norme rilevanti per il tuo settore tra quelle descritte in questo articolo. Iscriviti alle newsletter dei Technical Committee ISO corrispondenti. Segui le pubblicazioni di Accredia, UNI e degli enti di certificazione con cui lavori: tutti pubblicano aggiornamenti sulle norme in sviluppo con commenti applicativi utili.
Fase 2 — Gap analysis anticipata (nei prossimi 6-12 mesi). Non aspettare la pubblicazione definitiva della norma per fare una gap analysis. I Working Draft e i Committee Draft sono già sufficientemente stabili per permetterti di capire dove il tuo sistema di gestione è già allineato e dove invece dovrai intervenire. Una gap analysis fatta con 18 mesi di anticipo vale dieci volte di più di una fatta sotto pressione.
Fase 3 — Pianificazione dell'implementazione (12-24 mesi prima della scadenza). Definisci un piano di adeguamento con tappe intermedie. Coinvolgi la direzione aziendale fin dall'inizio — le transizioni normative che falliscono lo fanno quasi sempre per mancanza di commitment al vertice, non per problemi tecnici. Considera la possibilità di integrare più norme nello stesso sistema di gestione: il framework HLS lo rende molto più semplice di quanto si pensi.
Il panorama normativo del 2026-2027 è ricco di novità. Non devi gestirle tutte in una volta: scegli quelle rilevanti per la tua realtà, inizia a informarti ora, e trasforma quello che per i tuoi concorrenti sarà un'emergenza in un'opportunità costruita con metodo.
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